"Tra un anno l'euro non ci sarà più"

ROMA – ''Tra un anno l'euro non ci sara' piu', o almeno non come lo conoscevamo. I Paesi piu' deboli come Grecia, Portogallo e Irlanda saranno fuori: i prossimi mesi ci diranno se l'Italia e la Spagna riusciranno a restare dentro''. E' l'opinione di Allen Sinai, economista che presiede il think-tank Decision economics. Intervistato dalla Stampa, Sinai parla anche della manovra italiana.

''Non potete varare altre misure di austerita' – afferma -, oltre quelle gia' in discussione, solo per accontentare i mercati. Dovete solo aspettare e sperare che gli speculatori si fermino, ma io dubito che lo facciano''.

Secondo Sinai la speculazione ha attaccato l'Italia ''perche' a questo punto cominciano a esserci delle possibilita' che Paesi come l'Italia o la Spagna siano costretti a chiedere fondi. Il problema non e' solo il debito, che comunque e' elevato, ma il rischio economico. Per voi questo rischio e' molto alto, e cio' rende nervosi i mercati''.

Ad influenzare la turbolenza speculativa, spiega ancora Sinai, ''e' la situazione economica che vi circonda'' mentre '' le tensioni tra Berlusconi e Tremonti sono solo un elemento marginale di questa vicenda''.

Alla crisi finanziaria internazionale l'euro non sopravvivera', ''almeno nella sua forma attuale'', commenta Sinai, ''anche perche' senza la moneta unica i Paesi piu' deboli avrebbero potuto seguire la strada della svalutazione della deflazione. A lungo andare le misure di rigore richieste per rimanere nell'euro non saranno piu' sostenibili sul piano politico e quindi i Paesi piu' in difficolta' ne usciranno'' primi fra tutti ''Grecia, Portogallo e Irlanda''.

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