Tremonti, a giugno manovra da 40 miliardi

ROMA – La crescita in Italia sara' pure insufficiente ma senza la tenuta dei conti pubblici non ci sarebbe stata. Parola del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti che, durante la presentazione di un rapporto della Corte dei Conti ripercorre quanto fatto e indica cosa c'e' ancora da fare per liberarsi dalla crisi. E questo anche perche' ''i fattori che l'hanno generata sono ancora tutti presenti''. Secondo alcune voci il governo si appresta intanto a varare una manovra da circa 40 miliardi (spalmata su piu' anni) per raggiungere nel 2014 il pareggio di bilancio. Dal 2015 in poi si aggredira' il debito con aggiustamenti che, la Corte dei Conti, valuta in 46 miliardi l'anno. La situazione del Paese, secondo Tremonti, a volte viene rappresentata in modo non corretto. Il riferimento e' al rischio poverta' lanciato dall'Istat. Secondo Tremonti la ricchezza negli ultimi 10 anni e' addirittura aumentata. Ma il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, si difende: ''purtroppo – spiega – alcuni giornali hanno confuso le cose''. Il ministro incassa intanto a stretto giro l'apprezzamento del leader leghista Umberto Bossi: ''in questo momento bisogna tenere i conti in ordine''. Mentre l'opposizione lo attacca: dove trovera' i 46 miliardi di cui parla la Corte dei Conti per ridurre il debito? Parlando ancora della situazione del paese, condivisa dal presidente del Senato Renato Schifani (la crescita non puo' prescindere dal rigore) il ministro difende le scelte di politica economica del Governo e spiega che in questa fase ''forse la crescita non e' sufficiente, ma senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita''. E in ogni caso la formula che usa Tremonti e' ''prima vivere e poi pensare a crescere''. Questo in una situazione 'ambientale' a volte mal interpretata: ''considero discutibile questa rappresentazione'', dice Tremonti parlando dell'Istat. Poi il ministro chiede alla platea: ''alzino la mano quanti di voi sono poveri''. Il ministro non nega che ci siano situazioni di difficolta' nel Paese ma complessivamente ''la ricchezza in Italia non e' scesa in questo decennio''. E un altro passaggio polemico il ministro lo dedica alle recenti affermazioni di Luca Cordero di Montezemolo: ''La dimensione dell'azionista va limitata all'economia''. E questo anche perche' ''ai valori mobiliari preferisco quelli civili''. Replica Montezemolo: bisogna ''rispondere del proprio operato ai cittadini che, li si chiami come piaccia, azionisti o non azionisti, sono la fonte di legittimazione del potere politico''. Ora pero' c'e' da mettere mano alla crescita anche se il percorso seguito finora (''caratterizzato da un'altissima cifra di moralita' politica'') era improntato al principio ''prima vivere poi crescere''. Il ministro spiega pero' che e' il momento delle riforme per il quale tuttavia non esiste ''una formula istantanea e salvifica''. Alla base dell'azione di governo c'e' piuttosto la formula ereditata da Cavour che e' quella di ''camminare sulla via del progresso con energica moderazione evitando gli eccessi degli agitati e le secche dei retrogradi''. Il ministro ricorda in tal senso tutte le misure contenute nel decreto sviluppo varato di recente e afferma: ''Il ciclo delle riforme e' appena iniziato e deve continuare. Tutto e' aperto a formule costruttive ma considerando il giusto mezzo e l'energica moderazione''. Oltretutto ''non si puo' immaginare che tutto avvenga in un attimo''. Replica in modo critico la Cgil: ''sono la crescita e lo sviluppo l'unico modo per risanare i conti pubblici e trovare la via della ripresa, al contrario di cio' che pensa il ministro Tremonti che continua ad annunciare una politica dei due tempi e di finte riforme''.

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