
PADOVA – Il 16 dicembre scade la Tasi a Treviso, come in altri comuni d’Italia, ma si preannunciano già lunghe code agli sportelli di poste e banche. Il Comune di Treviso ha infatti deciso di inviare gli F24, l’unico metodo di pagamento autorizzato, solo a 781 dei 47 mila destinatari del balzello, il modello precompilato con l’esatto importo da pagare. La vita “facile” solo a chi ha pagato correttamente la prima rata, mentre per tutti gli altri restano il fai da te, i costosi commercialisti o il software online del Caaf. Chi non ha versato l’acconto dovrà infatti pagare in un’unica soluzione il 16 dicembre calcolando la tassa sull’aliquota base dell’1 per mille. Il caos è assicurato.
La Tribuna di Treviso, informa, che dal Comune partiranno tre tipi di lettere:
La prima è rivolta ai 781 proprietari esclusivamente di prima casa che hanno versato correttamente la prima rata. Per loro nella busta una comunicazione del Comune e il modello F24 precompilato.
La seconda invece arriverà ai 1.361 proprietari solo di prima casa, che hanno sbagliato nel pagare l’acconto. «La casistica è varia», spiega l’assessore, «ci sarà chi ha versato troppo, chi troppo poco, chi non l’ha fatto; e chi ha commesso altri errori». Ad essi Ca’ Sugana invierà una lettera con cui avviserà della scadenza per l’Imu e per la Tasi, spiegando che il versamento dell’acconto della Tasi risulta sbagliato, e invitandoli al ravvedimento operoso. Se andranno volontariamente in municipio per regolarizzare il versamento, pagheranno solo il 3,75% di mora. In più dovranno ovviamente versare il saldo.
Ci sarà poi una terza lettera che arriverà a 45 mila trevigiani. Si tratta di proprietari di altri immobili, oltre alla prima casa, e che dovranno versare sia Tasi e che Imu. Basta anche avere un garage per rientrare in questa categoria. Per questi il Comune non è in grado di stabilire con esattezza l’ammontare del saldo, e quindi non ha inviato l’F24 precompilato
Si arrangino dunque, con il rischio di assalti agli sportelli garantito. Intanto a Padova, ieri 17 novembre, si è pagata la seconda rata della Tari. Anche qui è stata una lunga giornata di file alla posta e in banca. Il pagamento sarebbe dovuto avvenire in tre rate. A Padova invece le rate sono state due, una già scaduta il 16 settembre relativa ai primi otto mesi, l’altra, che scadeva ieri, riguardava i restanti quattro mesi. L’incasso previsto era di 14 milioni ma niente panico: è prevista comunque una rata di conguaglio a marzo 2015 per situazioni particolari (cessazioni, subentri, nuove utenze successive all’emissione delle bollette).
Per gli smemorati, ritardatari, squattrinati, resta in extremis la carta del “ravvedimento operoso” o la “regolarizzazione spontanea tardiva” (per le annualità pregresse). In tal caso è prevista la regolarizzazione dei versamenti omessi, parziali o tardivi con il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi legali e delle sanzioni in misura ridotta (anziché del 30 per cento come previsto in caso di accertamento). Per le violazioni commesse a decorrere dal 1 febbraio 2011 le sanzioni sono rispettivamente del 3 per cento e del 3,75 per cento.
