
NEW YORK – “Indagheremo sui giornalisti che ci criticano”. Questa la gaffe di Emil Michael, manager di Uber, che durante una cena ha privata che pensava fosse “off the record”, si è lasciato andare in commenti duri contro i giornalisti, indirizzando la sua ‘ira’ soprattutto contro Sarah Lacy, fondatrice e direttrice del sito della Silicon Valley PandoDaily.
Un’affermazione, quella di Michael, che è stata subito smentita dall’ad di Uber, Travis Kalanick, che su Twitter ha parlato di “affermazioni terribili lontane dai nostri valori”.
La Lacy di recente aveva accusato Uber di “sessismo e misoginia” e ha annunciato che avrebbe cancellato l’app dopo le indiscrezioni sulla possibilità che Uber lavori per un servizio di escort francese. E così Michael si è lasciato andare alla gaffe, suggerendo un investimento da un milione di dollari per assumere una squadra di investigatori per trovare informazioni ‘piccanti’ sui giornalisti che criticano la società .
Lacy definisce le affermazioni “orribili”, una “bomba”. E Michael e Uber, investiti dalle critiche, corrono ai ripari replicando:
“Le affermazioni che mi sono state attribuite nascono dalla frustrazione sulla copertura media sensazionalistica della società per cui sono orgoglioso di lavorare, non riflettono né i miei punti di vista e non hanno nessun rapporto con la visione e l’approccio della società . Erano sbagliate. Non indagheremo sui giornalisti. Le affermazioni non hanno alcun fondamento, rispetto al nostro approccio”.
La gaffe arriva in un momento cruciale per la società , che ha iniziato il secondo round di raccolta di investimenti in sei mesi: Uber punta a raccogliere più di un miliardo di dollari, con una valutazione della società superiore ai 17 miliardi di dollari. Uber non è nuova alle controversie, come mostra il suo atteggiamento nei confronti di governi e taxi, ma anche le tattiche aggressive per strappare e rubare autisti alla sua maggiore rivale americana, Lyft.
