BRESCIA – Il crollo di Ubi in Borsa mobilita la base degli azionisti dell'istituto nato dalla fusione tra Bpu e Banca Lombarda. Il deputato del Pdl Giorgio Jannone, presidente delle cartiere Pigna e azionista della banca, ha annunciato la costituzione di un'associazione di soci con l'obiettivo di incalzare i vertici su una gestione che, complice la crisi finanziaria, ha portato il titolo ai suoi minimi storici.
''Contiamo di raccogliere almeno il 10% del capitale – ha spiegato Jannone – gia' diverse centinaia di azionisti, tra cui molti dipendenti della banca, ci hanno chiesto di aderire''. Per Jannone e' ''indifferibile'' una mobilitazione della base ''a tutela del valore dei titoli'' sottoposti a ''un crollo disastroso''. E l'associazione, spiega, e' intenzionata a far ''sentire la sua voce in assemblea chiedendo conto al management dei risultati''. Il deputato bergamasco sostiene di avere al suo fianco tutti i grandi imprenditori della sua citta' che hanno investito in Ubi. Ma anche a Brescia, l'altra grande 'provincia' della banca, le file degli scontenti potrebbero affluire nell'associazione che si e' dotata di sito internet e di un ufficio a Bergamo: ''chiunque potra' aderire'', afferma Jannone.
Chi cerca di gettare acqua sul fuoco e' invece Giovanni Bazoli, consigliere di sorveglianza della banca: ''il piano industriale potra' raggiungere gli obiettivi che si e' dato'' e il titolo certamente riprendera' valore anche se e' ''difficile'' fare previsioni sui tempi del rimbalzo. ''Trovo fuori da ogni logica – ha spiegato – che il valore delle banche sino a sette o otto anni fa fosse basato su multipli del patrimonio netto e ora si parli invece di frazioni''. In merito all'iniziativa di Jannone, Bazoli si e' limitato a definirla ''un segno di vivacita''' affermando di credere ''molto nel pluralismo di tutte le realta' se sono convergenti''.
Ubi Banca, quarto gruppo bancario nazionale, ha un'azionariato diffuso e radicato nei territori di riferimento, Bergamo e Brescia. Ci sono famiglie e dipendenti che hanno investito quote significative dei propri risparmi ma anche imprenditori che – qualcuno dice a volte spinti dalla stessa banca – hanno acquistato titoli poi messi a garanzia degli affidamenti creditizi.
Il titolo Ubi, in una giornata di forti rimbalzi per le banche in borsa, ha guadagnato solo lo 0,71%, a 3,96 euro, mantenendosi prossimo ai valori a cui sono offerte le nuove azioni dell'aumento da un miliardo (3,8 euro). Nell'ultimo mese il titolo ha pero il 25% e vale poco piu' della meta' del massimo 2011 toccato a meta' febbraio (7,3 euro) mentre sono un lontano ricordo i 20 euro raggiunti prima dello scoppio della crisi finanziaria.