Ue, dazio antidumping sulle piastrelle cinesi

BRUXELLES, 15 SET – L'Europa si muove in favore dei produttori europei di piastrelle di ceramica – numerosi sono italiani – contro la concorrenza sleale di produttori cinesi sul mercato comunitario. Da oggi infatti, l'Ue ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni dalla Cina, decidendo anche la riscossione del dazio provvisorio che era stato inizialmente introdotto, in attesa della conclusioni dell'indagine Ue.

''Particolarmente lieto'' della decisione, il vicepresidente e responsabile per l'industria e l'imprenditoria, Antonio Tajani, in quanto – dice – ''permetterà di ridurre il rischio di fallimento di perdite di posti di lavoro che pesa sui produttori europei a causa del dumping cinese''.

Per Tajani, ''in questa congiuntura difficile per l'Europa è essenziale che la politica e le Istituzioni diano un segnale chiaro sulla nostra volontà di far rispettare in modo rigoroso le regole del 'fair trade'''.

E aggiunge che ''senza regole effettive, il mercato globale rischia di assomigliare sempre più ad una giungla senza reale libertà di concorrenza basata sulla parità di condizioni''.

Tajani assicura: ''Continueremo a vigilare sul rispetto delle regole del commercio internazionale, e fare sentire ancora di più la nostra voce per garantire una politica commerciale più equilibrata, con effettiva reciprocità nell'accesso ai mercati''.

L'Europa conta oltre 500 produttori di piastrelle di ceramiche che assicurano piu' 80mila posti di lavoro.

I fornitori cinesi di piastrelle di ceramica che hanno collaborato all'indagine antidumping della Commissione europea (rappresentano una parte significativa della produzione cinese) saranno soggetti ad una dazio doganale sulle importazioni nell'Ue, che va dal 26,3% al 30,6%. Coloro che non hanno invece collaborato dovranno pagare un dazio doganale del 69,7%.

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Maria Elena Perrero