BRUXELLES, 9 GIU – La spesa in ricerca e sviluppo in Italia continua a crescere troppo poco. A sottolinearlo e' la Commissione europea che fa notare come l'intensita' resti tuttora bassa, pari all'1,27% del Pil, contro una media Ue del 2,01%, sebbene dieci anni fa fosse all'1,05%.
Il dato italiano e' ancora lontano dal 2,21% del Pil della Francia o dal 2,82% della Germania. Superano gia' l'obiettivo Ue del 3% Danimarca, Finlandia e Svezia.
La causa principale, spiega Bruxelles nel suo rapporto sulla competitivita', e' da ricercare soprattutto in un livello basso della ricerca industriale, in quanto l'intensita' ricerca e sviluppo delle imprese in Italia e' pari allo 0,64% del Pil contro una media Ue dell'1,23%. Ma Bruxelles punta l'indice anche sull'obiettivo modesto che l'Italia si e' data per il 2020, pari all'1,53%, nettamente al di sotto della media Ue.
Il numero totale di ricercatori tra il 2000 e il 2009 inoltre ha avuto un tasso di crescita di quasi il 4%, ancora ''ben al di sotto della media Ue'', si fa notare ancora nel rapporto. E il numero di ricercatori stranieri che scelgono l'Italia come un luogo per svolgere la loro attivita' e' inferiore al numero dei ricercatori italiani che invece scelgono di lavorare all'estero. Tuttavia, con Germania, Francia e Gran Bretagna, l'Italia e' uno dei principali produttori di pubblicazioni.
Nel complesso, tuttavia, secondo i dati esaminati dalla Commissione, tutta l'Europa deve fare ancora progressi perche' gli investimenti in ricerca restano al di sotto di quelli dei principali concorrenti mondiali.
