BRUXELLES – L’Europa rallenta e l’Italia si blocca, con una previsione di crescita che scende allo 0,5% nel 2011 e ad un misero 0,1% nel 2012. E al commissario Ue Olli Rehn, presentando le previsioni economiche 2011-2013 non resta che usare ancora una volta parole preoccupanti: ”La crescita dell’economia si è bloccata e c’è il rischio di una nuova recessione”.
La crescita del Pil della zona euro sarà limitata allo 0,5% nel 2012 (+0,6 Ue-27), con un ritorno alla ripresa nel 2013 all’1,3% (1,5% Ue-27). E lo spread è salito sopra quota 500.
“Un brusco deterioramento della fiducia – è l’analisi della Commissione – sta danneggiando gli investimenti e i consumi, una crescita indebolita sta bloccando le esportazioni e l’urgenza di consolidare le finanze pubbliche pesa sulla domanda interna”, e’ l’analisi del rapporto. Nessun reale miglioramentoè previsto per il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione e’ previsto al 10% nella zona dell’euro fino al 2013 e poco sotto (attorno al 9,7%) nella Ue-27. L’inflazione è attesa sotto il 2% dal prossimo anno”. La Commissione Ue prevede anche una progressione del consolidamento fiscale, con un rapporto deficit-Pil al 3% entro il 2013 (3,4% nel 2012).
Ma per l’Italia la situazione, tra crescita nulla, spread e debito è ancora più preoccupante. ”Un nuovo rallentamento economico è in corso in Italia, tra crescente incertezza”, con il Pil che si assestera’ allo 0,5% nel 2011 e allo 0,1% nel 2012. Le previsioni economiche della Commissione Ue danno per il 2013 un rialzo allo 0,7%.
Deficit in calo al 4% nel 2011 e al 2,3% nel 2012, per raggiungere l’1,2% nel 2013, anche grazie all’avanzo primario che ”salira’ significativamente allo 0,9% sulla base delle misure di consolidamento adottate nel 2008, 2010 e 2011”.
”Sulle prospettive di crescita dell’Italia – si legge infine nelle previsioni della Commissione Ue – pesa il fattore spread che dall’estate hanno subito un rapido aumento” che ha ripercussioni sul ”funding delle banche e crea una stretta al credito per l’economia”.
