MILANO – Si va verso il tutto esaurito, a questi prezzi, per l'aumento di capitale da 7,5 miliardi di Unicredit, anche se i grandi soci stabili non faranno del tutto la loro parte. E' il caso, dopo le fondazioni, della Banca Centrale libica, che scenderà dall'attuale 4,9 al 2,8%, come ha indicato il governatore Saddeq Omar Elkaber. Quest'ultimo ha fatto inoltre intuire, senza tuttavia esplicitarlo, che anche il 2,5% in mano al fondo sovrano di Tripoli, la Lia, potrebbe diluirsi.
Fiducia nel buon esito della ricapitalizzazione è stata espressa dall'amministratore delegato Federico Ghizzoni. ''Credo che da parte del mercato ci sia la sensazione che l'aumento proceda bene e che parecchi abbiano realizzato che la banca abbia buoni fondamentali. Sta tornando la fiducia e ci fa piacere'', ha osservato il banchiere parlando del rally a Piazza Affari. Con un balzo del 41,7% i diritti di opzione, che consentono di rilevare due azioni al prezzo di 1,943 l'una, hanno raggiunto i 2,72 euro mentre le azioni si sono attestate a 3,36 euro (+12,9%), recuperando le perdite inanellate nella prima settimana dell'operazione.
Alla scadenza del periodo utile per negoziare i diritti in Borsa (il termine è domani) ai prezzi attuali – è il ragionamento che si fa nelle sale operative – chi voleva vendere aveva la convenienza a farlo: se non ha ancora provveduto a cedere i diritti lo farà domani. Chi si tiene in mano i diritti, che possono essere esercitati fino al 27 gennaio, a questo punto – e si tratta soprattutto di investitori istituzionali – sottoscriverà l'aumento, salvo capovolgimenti imprevedibili.
Quanto ai soci di Tripoli, in una intervista a Reuters, contrariamente a quanto dichiarato una settimana fa il governatore della Central Bank of Lybia ha detto che l'istituto centrale non manterrà l'attuale quota del 4,9%, ma si diluirà al 2,8%. ''Non è il momento per investire all'estero'', ha spiegato Elkaber, indicando come priorita' il sostegno alla ricostruzione in Libia. ''C'è una decisione del consiglio dei ministri. Intendo nè aumenti di capitale, nè iniezione di mezzi freschi negli investimenti esteri'', ha aggiunto, sottolineando che la Banca Centrale e la Lia non intendono aumentare il loro peso in Unicredit con l'aumento di capitale.
''Il numero delle nostre azioni è sceso'', ha annunciato, parlando di ''una diluizione dal 4,9% e il 2,8%'', senza peraltro esplicitare se si ridurrà e di quanto la quota della Libyan Investment Authority, oggi azionista col 2,5% di Piazza Cordusio.
