MILANO – Consiglio di amministrazione domani pomeriggio a Milano per UniCredit per designare i rappresentanti della banca nel Cda di Fondiaria Sai. Nel corso della riunione ci potrebbe essere poi anche un aggiornamento sul rinnovo del patto di Mediobanca, di cui l'istituto di Piazza Cordusio e' primo azionista con l'8,6%%, in vista anche della riunione dei soci sindacati di Piazzetta Cuccia in agenda per il 22 luglio.
Gia' la scorsa settimana si erano riuniti i comitati nomine, strategico e remunerazioni di Unicredit per preparare il Cda di domani e in attesa del giudizio dell'Antitrust, che ha poi giudicato le modifiche agli accordi parasociali con Premafin sulla ricapitalizzazione Fonsai ''coerenti'' agli impegni assunti dalla banca al tempo della fusione con Capitalia. Il nuovo patto con la finanziaria della famiglia Ligresti e' stato quindi sottoscritto venerdi'.
E anche in base a quelle intese verranno nominati domani gli uomini Unicredit attesi nel board Fonsai. Si trattera' di Ranieri De Marchis, gia' direttore finanziario Unicredit, e di due indipedenti, l'avvocato Roberto Cappelli e il docente universitario Salvatore Militello.
Intanto in Borsa Piazza Cordusio soffre assieme a tutte i grandi istituti la giornata di vendite 'estreme' sui bancari, cedendo il 6,33%, la compagnia dei Ligresti si segnala nel listino come l'unico titolo del paniere principale in controtendenza e in rialzo dell'1,64% a 2,1 euro, dopo il tonfo del 7% segnato venerdi', tra l'altro contestualmente all'ultimo giorno di negoziazione delle opzioni per l'aumento di capitale, che si chiude il 15 luglio.
Il segnale giunto dal mercato oggi appare cosi' confortante sul buon esito dell'aumento per Unicredit e Credit Suisse, capofila dell'operazione, visto che la sottoscrizione (1,5 il prezzo dell'aumento) appare comunque ancora 'conveniente'.
Su Mediobanca c'e' intanto da registrare l'intervista di oggi al Corriere Economia, data dall'amministratore delegato Federico Ghizzoni, in cui ha evidenziato l'intenzione della banca di restare nel patto di sindacato, in scadenza a fine anno. ''Noi rimaniamo, e allo stesso livello'', ha detto. Quanto a Unicredit e a un'eventuale volonta' dei libici di uscire dal capitale, ''tramite nostro o da soli non avranno difficolta' a farlo. Le manifestazioni di interesse ci sono gia' ''.
L'A.d Unicredit ha poi ribadito di non prevedere un aumento di capitale, che comunque verra' valutato quando sara' chiaro il quadro di riferimento esterno. Dalla banca centrale europea e' arrivato pero' un invito esplicito alle banche italiane ad andare avanti nel processo di ricapitalizzazione, tramite Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo dell'istituto di Francoforte, oggi a Milano: ''Devono proseguire quello che stavano gia' facendo e accelerare'', ha detto.
''Il processo di ricapitalizzazione delle banche deve essere portato avanti''. Al momento Unicredit e' l'unica a non aver deciso una ricapitalizzazione nella fase avviata dalla relazione del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, intervenuto perche' gli istituti nostrani si rafforzassero in tempi rapidi (unica altra e' Bpm, i cui soci in assemblea hanno pero' affidato la delega a procedere per 1,2 miliardi).