Unicredit, Ghizzoni: 'Niente aumento capitale'

MILANO – Unicredit si prepara a dare il via
libera alla ristrutturazione dei cashes. L'a.d, Federico
Ghizzoni l'ha anticipato due settimane fa in occasione della
trimestrale e lo ha confermato oggi da Londra. Lunedi' un
consiglio di amministrazione straordinario e' pronto a
formalizzare il tutto. La soluzione per cambiare la
remunerazione dei 3 miliardi circa di cashes di Unicredit e'
allo studio in queste ore e ''Bankitalia e' al corrente'' della
soluzione che la banca sta per varare, ha indicato Ghizzoni, a
margine di una conferenza stampa nella capitale inglese per la
presentazione del rinnovo dell'accordo della sponsorizzazione
della Uefa Champions League. Quanto alla solidita' patrimoniale,
l'amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni torna a
sgomberare il campo dall' ipotesi di dover nuovamente rafforzare
il capitale della banca con un aumento. ''Riteniamo di essere a
posto con il capitale e non abbiamo in discussione un aumento'',
ha spiegato.
I bond convertibili – dati in usufrutto a Mediobanca nel
quadro dell'aumento di capitale da 3 miliardi deciso da Piazza
Cordusio a fine 2008 e implementato nel febbraio 2009 – sono
stati al centro di una negoziazione proprio per ridisegnarli e
renderli in linea con nuovi criteri di Basilea 3. La strada che
la banca ha deciso di percorrere, come gia' a suo tempo indicato
da Ghizzoni, e' quella di strumenti che diano un rendimento
collegato al dividendo. Peraltro le indicazioni di Bankitalia in
merito sono chiare: con l'introduzione di Basilea 3 i cashes non
sarebbero piu' equiparabili a capitale e, per questo, devono
essere trasformati per poter entrare a pieno titolo nel computo
del Core Tier1. Sulla solidita' patrimoniale di Piazza Cordusio
c'e' sempre grande attenzione. L'istituto che, nell'ultimo
trimestre, ha aumentato di 49 punti base il proprio Core tier 1
(incluse proprio le azioni soggette ad usufrutto con Mediobanca
e che rappresentano il sottostante ai cashes) portandolo al
9,06%, e' l'unico tra i grandi gruppi bancari italiani a non
aver programmato, fino ad ora, un aumento di capitale.
Ghizzoni l'ha detto piu' di una volta: la banca e' ben
patrimonializzata e non ha necessita' di una iniezione di
liquidita'. E' anche vero che Unicredit, nel corso della
gestione Profumo, e' ricorsa per ben due volte al mercato e che
ragionamenti piu' chiari potranno essere fatti se l'istituto
rientrera' nelle Sifi, cioe' le banche sistemiche per le quali
l'asticella del patrimonio minimo e' fissata piu' in alto, al
10%. Una definizione chiara da parte del Comitato di Basilea e
dell'Fsb e' attesa per fine anno ma gia' in estate,
presumibilmente a luglio, chi sara' nella lista gia' sapra' di
esserci.
Unicredit guarda poi' ai prossimi stress-test in programma a
giugno. I vertici dell'istituto hanno manifestato in piu' di
un'occasione estrema tranquillita' e la banca appare serena
anche di fronte all'occhio vigile di Moody's che ne ha messo
sotto osservazione sia il rating sulla solidita' finanziaria
'C', sia il giudizio sul merito del credito a lungo termine
'Aa3'.

Published by
Alberto Francavilla