Unicredit, utile del trimestre a 449 milioni: nessuna revisione del piano

ROMA – Unicredit chiude il trimestre con un utile a 449 milioni di euro, rallenta il flusso di nuovi crediti deteriorati in Italia e guarda con favore alle iniziative prospettate dal presidente della Bce Mario Draghi per far ripartire il mercato Abs e eventualmente mandare sotto zero il tasso dei depositi. L’ad Federico Ghizzoni chiede però al Paese ”stabilità politica”, di ”programma e di governo” per abbassare lo spread, far tornare la fiducia degli investitori e, in prospettiva, rilanciare l’economia.

Il cda riunito a Roma, alla vigilia dell’assemblea dei soci che si tiene anch’essa nella Capitale, mette così a segno un ”inizio positivo” spiega l’Ad secondo cui il trimestre è andato bene anche se per l’anno in corso mostra prudenza e non si sbilancia visti gli ultimi dati ad esempio quelli sulla produzione industriale ”che non sono confortanti”. Una revisione del piano non è all’ordine del giorno visto il perdurare dell’instabilità, aggiunge.

L’utile netto è così il 50% in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa (quando il risultato era spinto dal riacquisto delle obbligazioni) ma comunque sopra le stime degli analisti e in controtendenza rispetto agli ultimi 3 mesi del 2012 quando la perdita era di 124 milioni di euro. I ricavi ammontano a 6,1 miliardi di euro (-5,2% su anno, +5,6% trimestre su trimestre) e sono in recupero specie in Europa Occidentale.

L’esposizione ai titoli di stato italiani è salita di 3 miliardi da fine 2012 a 46 miliardi ma è comunque bassa rispetto al patrimonio. L’ad spiega così che in Europa Centro Orientale è previsto un buon andamento nel corso dell’anno mentre in Germania e Austria la situazione è stabile anche se ci sono segnali di rallentamento. In Italia Ghizzoni sottolinea come il flusso di nuovi crediti deteriorati sta frenando e la migrazione ”da crediti in bonis si è ridotta”. Un dato in controtendenza con il mercato anche se l’ad resta prudente per l’anno in corso sugli accantonamenti dopo la maxi pulizia del 2012: ”E’ difficile dare numeri, stimiamo che al netto di quei 2 miliardi fatti lo scorso anno” si migliori.

Unicredit si impegna comunque nel sostegno delle imprese e nel trovare canali alternativi di credito: ”in 15 mesi abbiamo erogato 26 miliardi, sostenuto 15mila start up e portato all’estero per la prima volta 8800 imprese”. Secondo il direttore generale Roberto Nicastro la domanda di aziende ‘sane” e’ comunque ancora ”molto bassa” e per questo è importante irrobustire i fondi di garanzia per le Pmi. Un forte aiuto potrebbe arrivare anche dalla Bce. Ghizzoni spiega di aver parlato con Draghi e di appoggiare la sua idea di rilancio del mercato delle cartolarizzazioni (Abs), fino a poco fa di grande importanza per il gruppo e ora morto. ”Avrebbe senso” anche la possibilita’ dei tassi sotto zero per i depositi perché costringerebbe le banche europeo a riversare i fondi sull’interbancario dove quelle italiane attingevano raccolta (e ora fermo) oppure a essere meno caute a concedere il credito.

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Elisa D'Alto