Il secondo istituto di credito americano – basato a Charlotte, in Nord Carolina – e’ stato giudicato colpevole proprio per il suo coinvolgimento nella crisi dei mutui subprime. Nel corso del processo, durato quattro settimane, e’ stato accertato come Countrywide Financial Corp, ex societa’ controllata da Bank of America, abbia venduto prodotti finanziari di ”qualita’ scadente” a Fannie Mae e Freddie Mac, le due aziende specializzate in mutui ipotecari il cui fallimento diede il via alla grande crisi.
La pena da infliggere al gruppo guidato da Brian Moynihan sara’ ora decisa dal giudice. Il Dipartimento di giustizia avrebbe chiesto il pagamento di una cifra pari ad almeno 848,2 milioni di dollari. Colpevole di truffa e’ stata inoltree giudicata anche l’allora dirigente di Countrywide Financial Corp, Rebecca Mairone. Per l’amministrazione Obama – spesso criticata per non aver mai affondato davvero la lama nei confronti delle banche di Wall Street che hanno contribuito alla crisi – la decisione della Corte di Manhattan rappresnta una grande vittoria di immagine.
Anche se quello appena conclusosi resta solo uno dei pochissimi processi istruiti dopo l’inizio della crisi finanziaria che ha porttato alla piu’ profonda recessione dall’epoca della GRande Depresione. Ma l’offensiva dell’amministrazione Usa contro le grandi banche nelle ultime settimane ha indubbiamente subito un’accelerazione.
Secondo le indiscrezioni di stampa, la Federal Housing Finance Agency (FHFA) – l’agenzia federale che vigila sul mercato dei titoli immobiliari – per la vicenda dei mutui subprime starebbe per chiedere sempre a Bank of America una cifra pari a 6 miliardi di dollari, mentre altri 4 miliardi di dollari verrebbero chiesti a JPMorgan. Il gruppo guidato da Jamie Dimon starebbe patteggiando una mega multa da 13 miliardi di dollari per regolare definitivamente tutti i ricorsi pendenti nei suoi confronti e collegati a presunti illeciti compiuti prima e durante la crisi.