Una buona notizia per l’economia statunitense arriva intanto dal Tesoro: il deficit federale scende nell’esercizio fiscale 2013 ai minimi dal 2008, attestandosi a 680 miliardi di dollari, ovvero il 4,1% del pil. Da quando il presidente Barack Obama ha assunto l’incarico il deficit si e’ dimezzato e il Congresso – afferma il segretario la Tesoro, Jack Lew – deve ora costruire su questi progressi, con un accordo su un budget che sia pro-lavoro e pro-crescita.
La Fed prende tempo per decidere. E afferma: servono ”piu’ prove” sulla sostenibilita’ della crescita prima di frenare gli acquisti. Un ‘affermazione che lascia intravedere come la possibilita’ di un stretta di dicembre o gennaio e’ ancora in considerazione e ad avviarla potrebbe essere il presidente Ben Bernanke, il cui mandato scade alla fine di gennaio. La crescita americana resta ”moderata” con la politica fiscale a fare da freno, afferma la Fed.
Moody’s prevede un pil in aumento dell’1,5-2,5% nel 2013, per poi accelerare nel 2014 al 2-3%. Il mercato del lavoro, anche se in miglioramento, e’ ancora alle prese con la disoccupazione. I tassi – assicura la Fed – resteranno a livelli bassi fino a che la disoccupazione non scendera’ al 6,5%. I dati ufficiali sul mercato del lavoro arriveranno la prossima settimana, ma il sondaggio dell’Adp sul settore privato non lascia intravedere notizie positive: in ottobre sono stati creati 130.000 posti di lavoro, ai minimi degli ultimi sei mesi.
Le prossime mosse della Fed continuano a dividere gli osservatori. Se da un lato c’e’ chi sostiene che la Fed stia continuano a ‘drogare’ il mercato e gettando i semi della prossima bolla, dall’altra parte in molti ritengono che la banca centrale non cambiera’ la propria politica almeno fino a marzo. La Fed ha sorpreso a settembre con la decisione inattesa di mantenere il piano di acquisti di 40 miliardi di dollari di titoli ai mutui e 45 miliardi di dollari di titoli di stato al mese, quando la maggior parte degli analisti scommetteva sull’avvio dell’exit strategy.
L’esito della due giorni di riunione era atteso perche’ l’incontro non sarebbe stato seguito da nessuna conferenza stampa e quindi la Fed non avrebbe avuto modo di spiegare le proprie mosse.