WASHINGTON, STATI UNITI – I fallimenti delle banche americane calano ma i loro problemi non sono finiti. Nel 2011 i crack sono stati 92, con gli ultimi due dopo un mese di ”quiete”, ovvero il periodo piu’ lungo degli ultimi tre anni senza alcun fallimento.
Il bilancio 2011 risulta decisamente migliore degli anni passati, nel 2010 i crack erano stati 157 e nel 2009 erano stati 140. Ma si tratta – rileva il Wall Street Journal – solo di apparenza: il calo 2011 e’ il risultato del fatto che le banche in difficolta’ non falliscono piu’ velocemente come in passato.
Scrive il giornale: ”Le banche deboli restano in vita piu’ a lungo anche se sotto capitalizzate e quando falliscono sono in una condizione peggiore rispetto al passato. Questo, e il fatto che 844 istituti di credito restano nella lista delle banche con problemi stilata dalle autorita’, suggerisce che i fallimenti resteranno una componente del panorama bancario per mesi, forse per anni, con gli istituti piu’ deboli che impiegano piu’ tempo a recuperare o fallire”.
Le autorita’ di regolamentazione smentiscono di tenere deliberatamente in vita piu’ a lungo le banche. E’ la ripresa economica, dicono, a far si’ che il deterioramento delle banche sia piu’ lento e questo allunga i tempi di un eventuale fallimento nel raccogliere capitale e cercare di risolvere da sole i propri problemi.
Il 66% delle banche fallite nel 2011 era ”significativamente sotto capitalizzato nei sei mesi che hanno preceduto il fallimento” con un Tier 1 inferiore del 25% rispetto alle banche fallite nel 2010, quando solo il 29% degli istituti di credito era decisamente a corto di capitale nei sei mesi che hanno preceduto il crack.
Il Government Accountability Office, la corte dei conti americana, ha bacchettato nei mesi scorsi le autorita’ di regolamentazione rimproverandole di non aver spesso agito abbastanza velocemente nel gestire i segnali di deterioramento mostrati dalle banche. I regolatori si sono difesi dalle accuse spiegando di non voler intervenire troppo velocemente di fronte ai problemi e di dover offrire agli istituti di credito in difficolta’ la possibilita’ di salvarsi da soli.
La Federal Deposit Insurance Commission, l’agenzia di assicurazione dei depositi, ha reso noto che nel 2011 la redditivita’ delle banche e’ salita ai massimi da prima della recessione. Ed ha aggiunto: ”Le banche continuano a lavorare per pulire i loro bilanci e migliorare le loro condizioni e l’economia in miglioramento e la maggiore redditivita possono aiutare a stabilizzare il capitale delle banche in difficolta’ e offrire piu’ tempo alla banca per raccogliere capitale o cercare soluzioni strategiche”.