WASHINGTON, STATI UNITI – Il tempo stringe e non sembra esserci nessun accordo all’orizzonte tra democratici e repubblicani al Congresso. Venerdi’ scatteranno i tagli automatici alla spesa, 85 miliardi di dollari in meno solo fino a settembre.
E proprio venerdi’ il presidente Barack Obama incontrera’ i leader del Congresso per cercare di sbloccare la situazione e cercare un’intesa ‘last minute’ prima che l’effetto dei tagli si faccia sentire in pieno, frenando la ripresa.
Obama resta fiducioso – secondo indiscrezioni – sulla possibilita’ che qualcosa si muova nelle prossime ore, forte anche del fatto che gli americani probabilmente punteranno il dito contro i repubblicani per il mancato accordo. La Casa Bianca ”sta giocando con gli americani, li sta spaventando. Questa non e’ leadership”, lo gela pero’ lo speaker della Camera, John Boehner, in un’intervista al New York Times, cercando di temperare i timori di una nuova crisi.
I tagli – secondo le stime degli analisti – non faranno sprofondare l’economia americana in una nuova recessione, ma sono in grado – avverte il presidente della Fed Ben Bernanke – di ridurre la crescita del pil di 1,5 punti percentuali e di far aumentare il tasso di disoccupazione. Pur non essendo forti come quelli sperimentati negli anni 1970 e alla fine degli anni 1990, i tagli automatici alla spesa pubblica si faranno sentire anche perche’ arrivano dopo un calo del 6,9% delle spese dello Stato negli ultimi due anni e una riduzione dei dipendenti pubblici di 500.000 unita’ rispetto al 2007.
Il governo federale e’ il maggior consumatore e investitore dell’economia americana e una sua stretta avra’ ripercussioni su un’economia che inizia a migliorare. Un effetto sicuro sara’ un’erosione della fiducia, avverte Fitch, convinta che i tagli automatici della spesa alimentano i dubbi sulla capacita’ di raggiungere un accordo tempestivo su misure per ridurre il debito a livelli da tripla A.
L’entrata in vigore dei tagli alla spesa non compotera’ un’azione negativa sul rating, precisa Fitch che guarda alla scadenza del 19 maggio per l’aumento del tetto del debito. Pur non prevedendo una crisi come quella del 2011, Fitch ritiene che un mancato aumento del tetto debito tempestivo si tradurrebbe in una maggiore pressione sul rating.