WASHINGTON, STATI UNITI – Tempi duri per gli studenti dei college americani, colpiti come non mai dalla crisi. Secondo gli ultimi dati analizzati dai ricercatori della Northeastern University, piu’ della meta’ dei giovani laureati statunitensi sono senza lavoro, oppure occupano posizioni che non rispettano le loro conoscenze e competenze.
Un milione e mezzo di ragazzi con meno di 25 anni e un titolo triennale, pari al 53,6%, nel 2011 non hanno trovato un impiego o si sono adattati a svolgere lavori meno retribuiti e non in linea con i loro studi: camerieri, baristi, centralinisti. Si tratta della percentuale piu’ alta da oltre un decennio. La situazione – spiegano gli studiosi – rimane tuttavia variegata a seconda dei settori.
Mentre rimane buona la domanda di lavoro nel campo scientifico, in quelli dell’istruzione e della sanita’ si registrano le maggiori difficolta’. Cosi’ come sul fronte delle occupazioni nelle quali il lavoro umano e’ sempre piu’ sostituito dalle nuove tecnologie. Le prospettive – e’ l’allarme dei ricercatori – sono tutt’altro che rosee, tanto che secondo le previsioni del governo nel 2020 solo tre delle trenta professioni con il maggior numero di aperture al lavoro richiederanno una laurea.
”Io non so neppure piu’ cosa sto cercando”, spiega Michael Bledsoe, ventitreenne di Seattle laureatosi nel 2010 in scrittura creativa, che dopo mesi di ricerche infruttuose ha trovato impiego come cameriere in un bar. E nonostante continui ad inviare almeno un curriculum ogni due settimane, dopo due anni serve ancora ai tavoli.
”Andando al college si possono avere piu’ opportunita’ di fare soldi, ma questo non vale per tutti”, ha spiegato l’economista di Harvard Richard Freeman, sottolineando il crescente rischio di una bolla del debito con il totale dei prestiti chiesti dagli studenti che ha superato i mille miliardi di dollari. ”Abbiamo bisogno di maggiore crescita occupazionale, e che sia piu’ connessa al mercato del lavoro, altrimenti il debito per il college aumentera’ ancora”, aggiunge Andrew Sum, direttore del Centro per gli studi sul mercato del lavoro della Northeastern, che ha guidato l’analisi dei dati forniti dal Dipartimento del Lavoro, e integrati con materiale fornito dall’Economic Policy Institute, un think thank di Washington.
Tra gli stati Usa la bandiera nera va al Nevada, dove la percentuale di ragazzi laureati disoccupati o sottoccupati e’ di 3 su 5. Quindi c’e’ la zona del Sud Est, con Alabama, Kentucky, Mississippi e Tennessee e l’area del Pacifico con Alaska, California, Hawaii, Oregon e Washington. Tra i migliori invece si e’ piazzato il Texas, dove e’ molto piu’ facile per i neo-laureati trovare occasioni lavorative in linea con i propri studi e le proprie aspirazioni.
