Usa. Grandi manovre per arginare i danni di un downgrading del rating AAA

La Federal Reserve Bank

NEW YORK, STATI UNITI – I mercati non ritengono verosimile la scadenza del 2 agosto per un default in quanto gli Usa hanno i soldi per andare avanti e possono far slittare la data. Ma le grandi manovre per mettersi al riparo dal peggio sono iniziate, con le banche preoccupate per un downgrade degli Stati Uniti che comporterebbe per il paese 100 miliardi di dollari in piu’ per il pagamento degli interessi.

Gli istituti di credito si preparano accumulando riserve e limitando i finanziamenti a lungo termine: la preoccupazione e’ per l’impatto che un downgrade del rating AAA avrebbe sul mercato ”repo” da 3.000 miliardi di dollari, al quale i grandi istituti ricorrono per i finanziamenti a breve termine impegnando titoli di stato come collaterali. 

Se i titoli di stato americani subissero un downgrade, le banche che li usano come collaterali si troverebbero a dover sopportare tagli nel valore dei collaterali e questo potrebbe tradursi in una stretta del credito. ”Le banche trattengono maggiore liquidita’ sui propri bilanci, stiamo in contatto con loro”, ha dichiarato Mark LaMonte, analista di Moody’s, al Financial Times.
   
”Molti dei contratti repo sono basati sul rating AAA dei titoli di stato. E potrebbero dover essere riscritti con AA”, rileva Amitabh Arora, analista di Citigroup. Wall Street sta cercando di valutare il potenziale impatto di un downgrade. Le maggiori preoccupazioni sono per turbolenze sui mercati repo, l’eventuale downgrade del debito delle banche e la possibilita’ che le banche debbano aderire a piu’ stringenti requisiti di capitale per far fronte ai titoli di stato che non sarebbero piu’ senza alcun rischio.

Molti manager – riferisce il Financial Times – ritengono che non ci sia alcuna possibilita’ di default, ma stanno rivedendo i loro piani per un downgrade. E la calma sui mercati non aiuta il raggiungimento di un accordo sul debito al Congresso di Washington dove e ”aumenta la resistenza” a una soluzione.

”L’amministrazione del presidente Barack Obama – osserva dal canto suo il New York Times – potrebbe aver commesso un errore strategico mettendo in guardia troppo presto sulla reazione negativa dei mercati. Questo indebolisce la posizione del governo nelle negoziazioni, perche’ lo scenario peggiore non si e’ avuto e la scadenza si avvicina rapidamente”.

”Hanno perso la loro credibilita’ – afferma Neil M. Barofsky, l’ex-ispettore speciale generale del Tarp (Trouble Asset Relief Program) – ed è  tipico del Tesoro e della Fed trattare tutto cosi’, mettendo in guardia che sta arrivando un disastro”. Il mercato ritiene che quella del 2 agosto sia una falsa scadenza, con alcuni economisti che ritengono che il governo abbia abbastanza soldi per continuare ad effettuare pagamenti ancora per diversi giorni successivi.

L’amministrazione puo’ anche decidere a quali pagamenti dare priorita’. ”La scadenza del 2 agosto non e’ cosi’ rigida come ha indicato il segretario al Tesoro Timothy Geithner”, rassicura Mohamed El-Erian, amministratore delegato di Pimco, il maggior fondo comune di investimento del mondo.

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lgermini