USA, WASHINGTON – Niente effetto shutdown, come temeva il presidente Barack Obama. A ottobre negli Usa è stata creata piu’ occupazione del previsto. Le stime più ottimistiche parlavano di non più di 120.000 nuovi posti di lavoro. Alla fine sono stati 204.000, ben oltre le attese di Wall Street.
Si tratta di un dato che ha sorpreso gli analisti e che inevitabilmente riporta l’attenzione sulle prossime mosse della Federal Reserve. La banca centrale statunitense ha finora rinviato il ritiro delle misure eccezionali messe in campo per sostenere la ripresa proprio in attesa di una stabilizzazione dei dati sul fronte dell’occupazione.
E gli ultimi numeri diffusi dal Dipartimento del Lavoro, insieme alle buone notizie giunte sul fronte del pil, potrebbero spingere la Fed a fare quello a cui sta pensando da tempo: ridurre l’ammontare di titoli acquistati ogni mese, oggi pari a 85 miliardi di dollari.
Nella riunione di dicembre potrebbe essere questo l’ultimo atto di Ben Bernanke, prima di lasciare il posto a Janet Yellen. I mercati stanno dunque a guardare. Wall Street ha per ora reagito bene agli ultimi sorprendenti dati, ma la preoccupazione per un’accelerazione del ‘disimpegno’ della Fed sul fronte dell’economia e’ tanta: ”Good news are now bad news”, commentano alcuni analisti.
All’interno del board della banca centrale, comunque, non tutti sarebbero d’accordo nell’avviare il ritiro delle misure ‘non convenzionali’ in occasione del prossimo incontro. Magari procedendo anche a un nuovo innalzamento dei tassi, oggi ai minimi storici. C’è chi sottolinea come innanzitutto saranno importanti i dati sul pil e sull’occupazione di novembre, per vedere se confermeranno una accelerazione reale della crescita economica. E poi – sottolineano gli osservatori – nel rapporto di ottobre del Dipartimento del lavoro ci sono anche delle
Se infatti la crescita dell’occupazione ha battuto le attese, grazie a un vero e proprio exploit del settore privato (ai 204.000 posti di lavoro di ottobre sono stati aggiunti altri 60.000 posti relativi ad agosto e settembre), il tasso di disoccupazione è invece salito al 7,3% dal 7,2% del mese precedente. E il tasso di partecipazione al lavoro è sceso al 62,8%, il livello pi� basso dal marzo del 1978.
Dati dunque contrastanti che invitano alla cautela. Non a caso la Casa Bianca, per bocca del suo consigliere economico Jason Furman, invita a non mollare gli sforzi per accelerare la crescita e creazione di nuovi posti di lavoro, invitando per l’ennesima volta il Congresso a varare tutti quei provvedimenti che vanno in questa direzione.