Usa, elezioni. Piani di Santorum e Gingrich, debito pubblico alle stelle

I candidati repubblicani Newt Gingrich e Rick Santorum

WASHINGTON, STATI UNITI – Il debito americano e’ destinato a lievitare con le riforme del sistema fiscale proposte dai candidati repubblicani alla Casa Bianca: secondo uno studio indipendente, della U.S. Budget Watch, i piani di Rick Santorum e Newt Gingrich, rispettivamente l’ex senatore della Pennsylvania e l’ex speaker della Camera, avrebbero l’effetto peggiore sui conti pubblici, causando un’esplosione del debito.

L’ultimo dibattito prima del Super-Tuesday e’ stato incentrato sui temi etici ma anche sulle riforme del sistema fiscale. E secondo lo studio della U.S. Budget Watch, i piani di Santorum e Gingrich sono quelli che causerebbero maggiori danni ai conti pubblici, con le loro politiche di tagli alle tasse che richiederebbero un aumento del debito di migliaia di miliardi di dollari. Con il piano di Santorum, il debito nel 2021 schizzerebbe di 4.500 miliardi di dollari. Con la ricetta di Gingrich di 7.000 miliardi di dollari. In entrambi i casi il debito pubblico americano in mano agli stranieri supererebbe il 100% del Pil.

Accantonata la disoccupazione, problema non toccato nel corso dell’ultimo dibattito prima del Super-Tuesday, gli aspiranti alla presidenza riorientano le loro critiche nei confronti del presidente Barack Obama e puntano tutto sul balzo dei prezzi della benzina in seguito alla fiammata delle quotazioni petrolifere. Il caro-pieno domina il confronto fra i repubblicani ed è il nuovo cavallo di battaglio per attaccare Obama. Nonostante la produzione petrolifera americana sia ai massimi degli ultimi anni, con l’aumento delle trivellazioni onshore, i prezzi della benzina continuano a salire e hanno raggiunto i 3,57 dollari al gallone (3,8 litri), ovvero 40 centesimi in piu’ rispetto allo scorso anno.

L’aumento preoccupa perche’ rischia di infliggere un ulteriore colpo ai portafogli degli americani, gia’ impoveriti dalla crisi e molti dei quali senza lavoro. Proprio l’elevata disoccupazione, fino a poche settimane fa cavallo di battaglia dei repubblicani contro Obama, sembra essere un tema archiviato: nel corso dell’ultimo dibattito neanche un accenno ai milioni di senza lavoro e nessuna ricetta per far calare il tasso di disoccupazione. I candidati alla luce degli ultimi dati economici positivi hanno cambiato target di accuse.

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lgermini