WASHINGTON, STATI UNITI – Le autorita’ federali americane, a partire dal Consumer Financial Protection Bureau che difende i diritti dei consumatori, hanno avviato una serie di indagini sul ruolo che alcune grandi banche americane, da Jp Morgan Chase a Bank of America a Wells Fargo, svolgono nell’aiutare alcuni siti online che offrono prestiti a breve termine. Prestiti con tassi di interesse anche oltre il 500% e che in 15 Stati Usa sono stati gia’ messi fuori legge.
In pratica – scrive il New York Times – alcune di queste attivita’ divenute illegali hanno trasferito le loro operazioni in Paesi dove le norme sono meno severe, come il Belize o Malta, ma continuerebbero ad avere il sostegno delle principali banche statunitensi che permetterebbero loro di ritirare automaticamente gli interessi sui soldi prestati.
”Senza l’assistenza delle banche che elaborano e spediscono elettronicamente i fondi, questi prestatori on line non potrebbero piu’ operare”, denunciano le associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori.
L’American Bankers Association, pero’ si difende: ”L’industria bancaria non e’ nelle condizioni di monitorare i conti correnti dei clienti per vedere dove i loro pagamenti sono diretti”. Fatto sta che a Washington – in un momento in cui si sta tentando di portare a termine le riforme per un maggior controllo sul fronte delle operazioni nel settore finanziario – le autorita’ hanno deciso di vederci chiaro.