Il fisco americano scatenato contro i più ricchi

WASHINGTON, STATI UNITI – Nel 2009 il fisco americano (Internal Revenue Service, IRS) annunciò la creazione di un nuovo organismo chiamato Global High Wealth Industry con l’obiettivo di indagare in maniera più approfondita sulle complesse finanze dei contribuenti americani più ricchi. Il meno che si può dire è che l’iniziativa è stata un successo.

Statistiche di recente rilasciate dall’IRS indicano che il governo federale l’anno scorso ha aumentato i controlli sui più ricchi contribuenti – quelli con redditi oltre i 10 milioni di dollari l’anno (oltre 7 milioni di euro) – del 75 per cento. Quasi una su cinque – il 18,5 per cento – delle famiglie più ricche ha subito revisioni dei conti. Nel 2009, suo primo anno di attività, il Global High Wealth Industry ha revisionato con l’IRS solo uno dei più ricchi contribuenti.

Anche negli Stati Uniti l’evasione fiscale è diventata in anni recenti un grosso problema in espansione, con metodi di evasione che includono la conversione di cespiti patrimoniali in redditi da capitale o il deposito di fondi in banche svizzere.

Controlli sono stati effettuati anche su contribuenti con redditi compresi tra i 5 e i 10 milioni di dollari l’anno. Tali controlli sono aumentati del 55 per cento. Complessivamente, l’IRS nel 2010 ha effettuato l’11 per cento di controlli in più rispetto all’anno precedente, il che significa che ha esaminato 1,58 milioni di dichiarazioni fiscali.

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lgermini