BERLINO – Terremoto in casa Volkswagen. Il presidente Ferdinand Piech “licenzia”, di fatto, l’amministratore delegato Martin Winterkorn, colui che pareva inevitabilmente destinato a succedergli nel 2017, quando scadrà il mandato del patriarca. Il termine “licenziamento”, in realtà, non è mai stato pronunciato, ma sono bastate poche parole dette allo Spigele da Piech, nipote di Ferdinand Porsche, per far capire il senso.
Al settimanale tedesco il numero uno del più grande gruppo automobilistico tedesco ha detto di essere ormai “distante” da Winterkorn. Tradotto dallo stesso magazine: Winterkorn non ha alcuna possibilità di succedere a Piech, che oggi ha 78 anni.
Ci sono però alcune questioni che daranno filo da torcere all’uomo più potente del mondo automobilistico tedesco. Winterkorn, infatti, ha l’appoggio della famiglia Porsche, del governo della Bassa Sassonia (che detiene il 20% dei diritti di voto), del sindacato e persino della cancelliera Angela Merkel.
La novità fa parlare anche perché Piech, leader della famiglia che controlla il 53% del Volkswagen Group, da decenni era in ottimi rapporti con Winterkorn. Fino ad ora. E già si specula su chi prenderà il suo posto nel 2017. Qualcuno ha parlato di una possibile successione della moglie del presidente del consiglio, Ursula. Ma è lui stesso a smentire le voci a Spiegel: “Io ambisco a che ci sia la persona giusta. E questa non è né un membro della famiglia, né mia moglie. Non voglio continuare a guidare il consiglio attraverso di lei”.
La decisione sui vertici del consiglio di sorveglianza e del cda sarà presa “poco prima della mia uscita”, ha detto Piech. E i candidati sarebbero già nell’impresa: due ingegneri.