Uomini e asparagi sul volo Lima-Atlanta: le pazze rotte anti-crisi

Uomini e asparagi sul volo Lima-Atlanta: le pazze rotte anti-crisi

ROMA – Lima-Atlanta, Aberdeen-Baku e Roma-Fortaleza sono solo alcune delle possibili destinazioni aeree più “pazze”, scrive Repubblica. Le compagnie aeree vanno a caccia di nuove rotte e nuovi guadagni. Poco importa se i passeggeri a bordo siano cacciatori di petrolio, pellegrini Sick o asparagi. Ciò che conta è l’assenza di concorrenza, che obbliga ad offerte su offerte per le “classiche” Londra-New York.

Repubblica scrive:

“Sogni da studios californiani? Mica tanto. “Dove c’è mercato bisogna andare”, ha spiegato al Wall Street Journal Artur Zarkarian, numero uno negli Usa della Armavia. Il vettore armeno l’ha fatto: ha studiato le dinamiche migratorie degli ultimi anni e – tra i sorrisi ironici dei concorrenti – ha spostato uno dei suoi nove velivoli dalle destinazioni più glamour alla Birmingham-Amritsar, nel Punjab indiano. Sembrava un azzardo della serie o la va o la spacca. E invece ha funzionato.

L’Armavia è l’unica al mondo ad operare su questa tratta tagliata fuori dalle tradizionali (e sature) autostrade dei cieli. E i tantissimi Sikh inglesi sgomitano per imbarcarsi sul volo senza scalo verso la loro capitale spirituale e il Tempio d’oro. Risultato: il Boeing 737 viaggia con il tutto esaurito quasi fisso. “E su rotte ‘uniche’ come queste – spiega Alberto Bettoli, partner della McKinsey – si riesce in molti casi a spuntare un prezzo pari a 2-3 volte quelli delle rotte tradizionali”.

E così la compagnia aerea inglese Eastern Airways preferisce Aberdeen al centrale Heathrow, fornendo un servizio unico ai petrolieri diretti a Stavanger, in Norvegia. Anche la Azerbaijan Airlines da Baku punta ad Aberdeen, mentre la Air France seguendo la scia del petrolio apre rotte da Parigi e d Amsterdam verso le città africane di Lagos, Lusaka e Malabo.

Il quotidiano poi continua:

“Uomini o asparagi, quando si tratta di far soldi con le rotte più pazze del mondo, pari sono. Delta Airlines tiene in vita il suo volo Lima-Atlanta grazie alla “nicchia” dell’oro verde prodotto in Perù con cui riempie (a caro prezzo) le stive dei suoi jet in viaggio verso le tavole della Georgia. La compagnia Usa ha “graziato” dalla cancellazione il Cincinnati-Parigi perché guadagna fior di quattrini imbarcando ad ogni volo tonnellate di componentistica aerospaziale delle aziende vicine alle due città mentre l’Alaska Airlines ha fatto fortuna trasportando il basilico da Puerto Vallarta, in Messico, agli Stati Uniti”.

Anche Alitalia, scrive Repubblica, è a caccia della sua “pazza” e remunerativa rotta:

“Anche noi stiamo studiando il fenomeno e abbiamo già iniziato a sfruttare queste ‘nicchie'”, spiega Marco Sansavini, chief strategist della compagnia tricolore. Due voli alla settimana sono stati riposizionati su Erevan per intercettare i viaggi della diaspora armena e il promettente flusso turistico da lì a Roma.

Quest’inverno è stato chiuso temporaneamente il Roma-Los Angeles – dove la concorrenza rischia di mandare i conti in rosso – per dirottare un A330 sul Roma-Fortaleza, meno chic forse ma più facile da riempire (e a prezzi migliori) grazie agli italiani che vanno in vacanza nel nord del Brasile. Il vettore di Roberto Colaninno è stato il primo in Europa a riaprire i collegamenti con Tripoli, meta ricca grazie all’Eni e ai businessman continentali del petrolio e del gas. “Sono scelte inevitabili per andare a cercare nuovi mercati visto che il traffico aereo in Europa cresce meno di quello globale e in Italia è piatto”, dice Sansavini”.

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