Nonostante la crisi, le vendite di whisky scozzese avanzano ovunque

LONDRA, GRAN BRETAGNA -Nonostante la crisi economica, sempre più persone nel mondo brindano con un liquido ambrato che esiste da 500 anni: il whisky scozzese.

La sua avanzata ai quattro angoli del globo sembra ormai inarrestabile. L’export è infatti cresciuto del 23% in un anno e il valore totale del business è arrivato a toccare 4,2 miliardi di sterline. E questo senza ritoccare i prezzi che in media sono aumentati solo del 2%.

Gli USA, stando ai dati diffusi dalla Scotch Whisky Association (SWA), sono il primo importatore, seguiti a ruota dalla Francia – che però è prima in base ai volumi. La crescita maggiore viene ad ogni modo dai paesi emergenti. Nell’America Latina i consumi sono saliti del 18 per cento. Solo in Asia le bevute di whisky sono diminuite, del 9 per cento.

In Brasile, ad esempio, i consumi del whisky scozzese sono aumentati nel 2010 del 48%, mentre a Singapore e Taiwan sono arrivati al 44%. “Nonostante le incertezze economiche – ha dichiarato Gavin Hewitt, presidente della SWA – lo Scotch continua a registrare una crescita nella domanda ai quattro angoli del mondo: piace in paesi come USA e Francia e incontra il favore di giovani professionisti in nuovi mercati Asia e America latina”.

Per soddisfare la domanda le distillerie stanno investendo a livelli record. Negli ultimi quattro anni, infatti, l’industria dello Scotch whisky ha speso più di un miliardo di sterline in nuovi stabilimenti. Il settore ora dà lavoro a 10.300 persone in Scozia e altre 35mila disseminate nella filiera produttiva britannica.

Un portavoce della SWA, David Williamson, ha dichiarato che lo Scotch rappresenta il 25 per cento del totale di export di cibo e bevande del Regno Unito, e il 20 per cento di tutte le esportazioni scozzesi.

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lgermini