Wsj: “Addio all’Euro, le banche centrali si preparano”

ROMA – Il governatore dell’Eurotower lo smentisce categoricamente, ma per il Wall Street Journal le Banche centrali europee si stanno gia’ preparando per il ‘dopo euro’. Alcuni istituti avrebbero infatti cominciato a mettere a punto piani di emergenza per trovarsi pronte nel caso in cui alcuni Paesi lasciassero l’area euro o la moneta unica andasse completamente in frantumi . Ma l’Irlanda, chiamata esplicitamente in causa, smentisce le indiscrezioni e sottolinea il proprio impegno per evitare lo sgretolamento dell’euro.

Alcune banche centrali europee, secondo il quotidiano finanziario newyorkese, stanno valutando la possibilita’ di tornare a stampare le vecchie banconote, quelle finite in cantina dall’avvio della circolazione dell’euro nel gennaio 2002. Una di queste e’ la Banca centrale irlandese: funzionari dell’istituto, secondo le fonti vicine al dossier citate dal Wsj, nelle ultime settimane hanno avviato discussioni preliminari sulla possibilita’ di riuscire ad avere una maggior capacita’ di stampare valuta nel caso in cui saltasse l’Eurozona o l’Irlanda dovesse uscirne tornando alla sua vecchia moneta, la sterlina irlandese. Si e’ parlato, nello specifico, della possibilita’ di riattivare le vecchie stamperie o di ricorrere ad una societa’ di stampa privata. ”Si valutano soluzioni che non venivano prese in considerazione due mesi fa”, ha detto uno dei partecipanti alla riunione.

Ma Dublino smentisce seccamente. ”Noi funzioniamo con l’euro e la nostra moneta restera’ l’euro”, ha sottolineato il segretario agli affari europei di Dublino, Lucinda Creighton, parlando alla radio pubblica Rte. ”Abbiamo bisogno di assicurarci che sia garantita la sua vitalita’ a breve e lungo termine. Questo – ha aggiunto – e’ il nostro unico interesse e a questo lavoriamo”. La Banca centrale irlandese, da parte sua, ha smentito di essere al lavoro per garantire capacita’ aggiuntive per un eventuale ritorno alla sterlina irlandese: ”La sola moneta che noi stampiamo – ha detto un portavoce – e’ l’euro”.    Ancora piu’ deciso il governatore della Bce, Mario Draghi: ‘Sarebbe imprudente creare un piano di contingenza su una contingenza che si ritiene non abbia alcuna probabilita”’, ha risposto a chi gli chiedeva un commento proprio sulle indiscrezioni di stampa.

Secondo il Wall Street Journal, inoltre, molte banche dei Paesi che non fanno parte dell’eurozona, come la Svizzera, starebbero mettendo a punto misure difensive per proteggersi di fronte all’eventualita’ di un ”disfacimento” della moneta unica e cercano nuove valute di riferimento. ”Il piano delle banche centrali – precisa comunque il giornale – e’ preliminare” e ”non corrisponde alla previsione che l’eurozona sia destinata alla dissoluzione”. In ogni caso, non tutti i paesi dell’Eurozona hanno delle proprie stamperie. Oggi la Bce emette l’8% delle banconote, mentre il restante 92% e’ stampato dalle varie banche centrali nazionali, tra cui la Banca d’Italia, sulla base delle rispettive quote di partecipazione al capitale della Bce.

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Alberto Francavilla