Nei loro 60 anni di attività, le centrali nucleari previste dal programma italiano ”produrranno una quantità di scorie delle dimensioni di un cubo dal lato di 30 metri”: lo ha detto a Roma il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, a margine del convegno per i 50 anni del Centro di ricerche Enea Casaccia.
”Qualsiasi produzione di energia ha un impatto ambientale, come la Co2 per i combustibili fossili e le ceneri per lo sfruttamento del carbone. Per il nucleare – ha osservato Lelli – possiamo dire che, quando le centrali previste saranno giunte alla fine della loro vita operativa, le scorie potranno essere conservate in condizioni di assoluta sicurezza e vetrificate. Per allora – ha aggiunto – sono certo che saranno trovate soluzioni tecnologiche adeguate, fra le tre-quattro oggi all’esame degli esperti”.