Audrie Pott, il video del suo stupro online. E lei si suicida

SAN FRANCISCO – Ancora una vittima del cyberbullismo. Audrie Pott si è ammazzata a 15 anni lo scorso settembre. Otto giorni prima era stata stuprata da alcuni compagni di classe mentre era a casa di uno di loro, in stato di incoscienza. I ragazzini avevano ripreso la violenza con il cellulare e poi l’aveva diffusa online.

Audrie non ha potuto sopportare tutto questo. Si è ammazzata nella sua casa di San Francisco. “La mia vita adesso è rovinata”, aveva scritto poco prima di impiccarsi.

Sette mesi dopo la violenza e il suicidio di Audrie i tre ragazzi che hanno stuprato la ragazza sono stati arrestati. Sono tutti sedicenni, per questo i loro nomi non sono stati diffusi. Sono detenuti in un carcere minorile con l’accusa di violenza sessuale e diffusione di materiale pedopornografico.  

L’avvocato della famiglia Pott non è tenero con loro: “Quello che hanno fatto questi tre ragazzi è inconcepibile. Dovrebbero ricevere il massimo della pena per dare il buon esempio ed evitare che possa accadere ancora”. E chiede una pena esemplare.

Quello di Audrie non è l’ultimo caso del genere. Pochi giorni fa, il 7 aprile, Rehtaeh Parsons si è impiccata a 17 anni nel bagno della sua casa in Nova Scotia, Canada. Non si era più ripresa dopo che un gruppo di coetanei l’aveva stuprata durante una festa. Poi le foto erano state postate su Facebook. Erano passati due anni da quella violenza. Ma lei non ha retto.

“Rehtaeh se n’è andata a causa di quattro ragazzi che erano convinti che violentare una quindicenne era una cosa giusta e che diffondere una foto dell’accaduto per rovinare la sua reputazione sarebbe stato divertente“, aveva scritto la madre su una pagina Facebook dedicata alla ragazza.

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Maria Elena Perrero