ROMA – I ragazzini iniziano a bere sempre più presto. La prima bevuta, con sbronza annessa, avviene in media a 13 anni. E il loro cervello cambia, e molto. L’alcol infatti influisce sullo sviluppo del cervello dell’adolescente, creando delle riduzioni di volume di alcune parti del cervello, come l’ippocampo, e dei veri e propri “buchi” se confrontato col cervello di appena 4 anni prima, liscio e uniforme.
Le foto pubblicate dal Corriere della Sera mostrano i danni che l’alcol fa sul cervello umano. Il “prima” del cervello è liscio, uniforme e proporzionato. Ma dopo l’abuso di alcol per 4 anni, la situazione cambia drasticamente in appena 4 anni: il cervello appare rugoso, irregolare, con dei veri e propri buchi.
Daniela Natali sul Corriere della Sera intervista Emanuele Scafato, presidente della Società italiana di alcologia e direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, che le spiega come l’alcol influenza il cervello di un adolescente tra i 16 e i 25 anni, fino a modificarlo irreparabilmente:
“Consumare sei o più bicchieri in poche ore e anche una sola volta a settimana conduce, al di sotto dei 25 anni, nel giro di poco tempo, a una riduzione del volume dell’ippocampo, parte del cervello deputata all’orientamento e alla memoria.
Il cervello tra i 16 ed i 25 anni va incontro a un rimodellamento che porta alla definizione del cervello adulto, ma l’alcol consumato in questa “finestra” di massima vulnerabilità interferisce sul suo sviluppo, cristallizzando le modalità cognitive e comportamentali in una fase in cui prevale l’attività cerebrale legata all’impulsività e all’emotività, tipiche della gioventù”.