ROMA – Secondo l’Espresso “l’autista di Beppe Grillo e la cognata hanno 13 società a loro nome in Costa Rica”. Società costituite per compiere operazioni immobiliari, investimenti, costruzioni, incluso il progetto per un resort di lusso.
Un articolo apparso sul settimanale L’Espresso racconta che Walter Vezzoli, l’autista del leader di M5s, e Nadereh Tadjk, la sorella della moglie di Grillo, avrebbero cointestate 13 società in Costa Rica che risulterebbero immatricolate con la formula della “sociedad anonima”.
Il settimanale ricostruisce l’attività di Vezzoli:
“Da oltre dieci anni segue come un’ombra il fondatore del Movimento Cinque Stelle. In piazza San Giovanni, il comico genovese lo ha presentato così alla folla: ‘Sta con me, fa la logistica, mi protegge, ha tutto sotto controllo. E’ un ragazzo formidabile'”.
Nell’anticipazione de L’Espresso diffusa il 7 marzo si legge:
“Quattro di queste società risultano immatricolate con la formula della ‘sociedad anonima’, uno schermo giuridico che consente di proteggere l’identità degli azionisti. Non è dato sapere, quindi, chi abbia finanziato queste iniziative. Dalle carte che ‘l’Espresso’ ha potuto consultare emerge però che tra gli amministratori compare, insieme a Vezzoli, Nadereh Tadjik, ovvero la cognata di Grillo, la sorella di sua moglie Parvin, di origini iraniane”.
Enrico Cungi, italiano residente in Costa Rica, sarebbe, secondo l’Espresso, l’uomo che affianca la cognata e l’autista di Grillo nella società Armonia Parvin, stesso nome della moglie di Grillo Parvin Tadjk. Scrive L’Espresso:
“Cungi nel 1996 venne coinvolto in un’indagine per narcotraffico. Arrestato in Costa Rica e poi estradato in Italia ha passato tre mesi nel carcere di Rebibbia, ma non risultano condanne a suo carico”.
L’Espresso poi si domanda:
“A che cosa serve questa costellazione di società, dotate per altro di capitali sociali minimi, non più di 10 mila dollari ciascuna? Difficile dare una risposta precisa, visto che l’oggetto sociale indicato nelle carte appare a dir poco ampio. Ad aumentare la difficoltà c’è poi il fatto che il livello di trasparenza delle informazioni societarie in Costa Rica è tra i più bassi al mondo. Non per niente il Paese del Centroamerica è inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro italiano”.
Secondo il settimanale dunque identificare il tipo di affari è difficile, tranne che per l’Ecofeudo, il progetto di un resort di extra lusso:
“Almeno una delle società targate Vezzoli-Tadijk ha però in cantiere un progetto ben preciso. Ecofeudo, infatti, è il nome di un resort extra lusso da 30 ettari da costruire sulle colline della baia Papagayo. A giudicare dalle foto pubblicate Ecofeudo non sarà un villaggio popolare. La zona è considerata una delle più promettenti per chi vuole investire nel turismo. Nel resort le ville saranno di alto livello: ‘potranno avere una superficie fino a 750 metri quadri coperti su un’area propria di 5000 metri quadri”’.
