Famiglia Bush, le foto segrete rubate dagli hacker

WASHINGTON – Gli ex presidenti degli Stati Uniti, George W. Bush e Bush padre, sono stati vittima di un attacco da parte di hacker, riusciti a entrare nei loro account e-mail e ad impossessarsi di messaggi e allegati inviati ai loro amici e a membri della loro famiglia.

Come ha rivelato un portavoce di Bush padre, ignoti pirati informatici hanno avuto accesso a tre anni di messaggi personali, foto, comprese quelle scattate durante il suo ultimo lungo ricovero ospedaliero. Tra le immagini ‘rubate’ e oggi postate on-line ci sono anche foto di alcuni quadri del figlio, George W. Bush, inviate alla sorella circa due mesi fa.

Due di questi sono autoritratti che mostrano Bush figlio mentre si fa la doccia o sta in una vasca da bagno. Quadri del tutto castigati e a dir vero non di eccezionale fattura. Oltre a foto con personalità, tra cui un altro ex presidente Usa, Bill Clinton. Di fatto, come conferma il Secret Service, dal 2009 a oggi Bush ‘padre’ non ha avuto alcuna tutela della privacy.

Tra i dati rubati in rete, anche numeri di telefono di tutta la famiglia Bush, codici di sicurezza di casa, compresi ovviamente quelli di George W. Il sito che ha scoperto tutto e’ il sito di gossip ‘The SmokingGun.com’ che tra l’altro ha pubblicato molte foto private della famiglia.

Qui si legge che l’hacker, nome in codice ‘Guccifer’, è riuscito a impossessarsi di almeno sei diversi account di posta elettronica, compresa la mail appartenuta da Dorothy Bush Kock, la figlia di George H. Rubate anche le caselle postali di carissimi amici del 41/0 presidente come Jim Nantz, giornalista sportivo della Cbs, suo affezionato compagno di golf.

Tra le mail segnalate dal sito una inviata dal figlio, l’ex governatore della Florida, Jeb, agli altri fratelli, durante il recente ricovero all’ospedale, in cui si ricorda “la gentilezza e la natura buona” del padre. “E’ incredibile quanto papa’ sia stato gentile e di buon cuore con il presidente Clinton – scrive Jeb – visto che anche grazie al suo aiuto è riuscito a recuperare credibilità dopo essersi guadagnato una sordida reputazione. Una cosa difficile da fare, ma probabilmente papa’ ha aiutato Clinton come nemmeno lui stesso sarebbe riuscito a fare”. Sull’intera vicenda gli agenti del Fbi hanno aperto un’inchiesta.

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Alberto Francavilla