ROMA – Collo curvato in modo innaturale, una gobba precoce e già evidente: è la “schiena (o collo) da smartphone“. James Carter, chiropratico del Niagara Park nella Nsw Central Coast australiana, ha reso pubbliche alcune radiografie fatte a bambini e ragazzi suoi pazienti: sono i cosiddetti “nativi digitali”, già da piccolissimi abituati a usare smartphone per intere ore al giorno. Il fatto è che chi usa lo smartphone non lo tiene con le braccia alzate ad altezza occhi perché così si affatica, anche se sarebbe una postura più corretta. No, questi ragazzi passano ore con schiena e collo incurvato, un atteggiamento ormai sempre più diffuso, certo non solo tra bambini e ragazzi.
Il chiropratico australiano ha deciso di divulgare le radiografie che ha raccolto nella sua attività professionale per denunciare questo fenomeno in crescita. Più cauto invece il professore italiano Nicola Portinaro, medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia, docente dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’ortopedia pediatrica dell’ospedale Humanitas di Milano. Al Corriere della Sera ha detto:
“I chiropratici sono solitamente ossessionati dalla posizione, ma la verità è che va fatta una prima importante distinzione tra malattia e postura. La scoliosi per esempio è una malattia e si tratta di un dismorfismo della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione sul piano frontale. Nel caso dei ragazzini ossessionati dallo smartphone io parlerei addirittura di atteggiamento posturale, che è ancora più lieve della postura come implicazioni”. Secondo Portinaro insomma non si può parlare di malattia, come lascerebbe intendere Carter, mentre senz’altro l’iper-utilizzo che viene fatto del telefonino è un fatto sociale: “il sistema muscolo-scheletrico del bambino recupera molto in fretta ed è difficile che questo atteggiamento posturale scorretto possa tradursi in un danno permanente”.