ROMA – George la tartarura gigante morta lo scorso 24 giugno, era l’ultima dell’arcipelago delle Galapagos. Ora, grazie alla genetica, la specie scoperta per caso nel 197 potrebbe tornare in vita.
A sostenerlo è uno studio realizzato da un team di scienziati della Yale University che sarà pubblicato dal “Biological Conservation Journal”. Le isole si trovano a circa mille chilometri dall’Ecuador e fanno parte del Parco nazionale delle isole del Pacifico: i ricercatori di Yale sono partiti dall’esame del Dna di “Lonesome George”, l’ultima tartaruga gigante dell’Isola Pinta morta di vecchiaia dopo aver superato la soglia dei cento anni.
Gli esemplari del suo materiale genetico, conservati nel museo delle Galapagos, sono stati poi confrontati con quelli delle altre dieci specie di tartarughe che vivono ancora in circa 30-40 mila esemplari nell’arcipelago, composto da 13 isole e oltre cento fra scogli e microterre emerse. L’esito è stato sorprendente: ”Lonesome George”, la tartaruga famosa per essere la “creatura più rara del mondo” e divenuta il simbolo delle conservazione delle specie, ha dei lontani parenti. I ricercatori dell’univerisità di Yale hanno individuato 17 tartarughe ibride discendenti dalla specie creduta estinta.
Raccogliendo campioni genetici di più di 1.600 tartarughe gigante sull’isola di Isabella, la più’ grande delle Galapagos, i ricercatori hanno dimostrato che 17 esemplari ibridi avevano un genitore appartenente alla sottospecie Chelonoidis abingdoni, la stessa di “Solitario George”. Ma non solo. Cinque di questi ibridi scoperti sono esemplari giovani, ritrovamento che suggerisce quindi che questa tipologia di tartarughe può ancora girare indisturbata in zone remote dell’isola.
”Il nostro obiettivo è quello di tornare questa primavera per cercare gli individui sopravvissuti di questa specie e raccogliere gli ibridi – ha spiegato su ‘Biological Conservation’ Gisella Caccone, biologa di Yale -. Ci auguriamo che, con un programma di allevamento selettivo, saremo in grado di reintrodurre questa specie di tartaruga nel suo habitat naturale”.
