Maurizio Sarri ha incontrato Francesco Guccini, uno dei cantautori più importanti della musica italiana nonché suo grande idolo. All’incontro tra il neo allenatore della Lazio e Guccini era presente anche il giornalista Marino Bartoletti che ha raccontato l’incontro con un post su Facebook.
L’allenatore napoletano è un grande fan del cantautore. Tra un bicchiere di vino rosso e l’altro, Sarri si è fatto raccontare da Guccini l’aneddoto che si nasconde dietro la citazione del critico musicale Riccardo Bertoncelli presente nella canzone L’Avvelenata. Guccini ha invece chiesto a Sarri di Ronaldo e quale fosse la squadra favorita per il prossimo campionato. Sarri, a detta di Bartoletti, a questa domanda avrebbe risposto in maniera sorprendente.
“L’Orso del Valdarno (Sarri ndr) era una vita che voleva conoscere l’Orso di Pavana (Guccini ndr) suo mito sin da quand’era adolescente. Ed è stato un incontro bellissimo, fra due nuovi amici che non la smettevano più di parlare e di parlarsi. Il testimone è vincolato al segreto, ma vi assicuro che dai loro dialoghi si potrebbe scrivere un libro. Guccini che chiedeva a Sarri di Ronaldo, Sarri che chiedeva a Guccini di Bertoncelli (quello de “L’Avvelenata”). Guccini che chiedeva a Sarri chi vede favorito per il campionato (ottenendo una riposta sorprendente) e Sarri che chiedeva a Guccini se, quando compone, nasce prima il testo o la musica (“Quella che nasce è sempre un’idea, caro Maurizio)””.
“La cosa buffa è che il più curioso dei due sembrava il Maestrone: che però, quando ha cominciato a volare alto raccontando come (e perché) ha scritto le sue prime canzoni – divagando fra i carrarmati americani Sherman vicini al mulino di famiglia, la genesi del rock ‘n roll, i canti trobadorici del ‘200 e la traduzione in dialetto pavanese delle commedie di Plauto”.
Prosegue Bartoletti: “Non ce n’è stato più per nessuno! Inatteso punto in comune babbo Amerigo (per Sarri) e zio Amerigo per Guccini (quello della canzone che, dall’America dov’era andato a fare il minatore, “tornò come fan molti, due soldi e giovinezza ormai finita…”) L’Orso del Valdarno non voleva andare più via. Poi si è ricordato che fra un paio di settimane comincia il ritiro. Lo confesso: mi invidio un po’!”