Usa, il bimbo ostaggio nel bunker piange e chiede dei genitori

ROMA – Ethan, il bimbo di sei anni ostaggio di un reduce del Vietnam armato sino ai denti, da oltre 60 ore in un bunker in Alabama, “piange e chiede dei genitori”. E’ il drammatico resoconto del sindaco della cittadina di Midland City, Virgil Skipper, citato dai media locali. Nel bunker, riferiscono le autorità, c’è elettricità, cibo e una Tv. “Tutti qui stanno pregando per Ethan”, ha aggiunto il sindaco.

Passano le ore e cresce l’ansia per la sorte di Ethan. Il luogo, ormai da tre giorni, è circondato da macchine della Polizia, agenti del Fbi e troupe televisive. Gli inquirenti da subito sono riusciti a aprire una sorta di negoziato. Secondo alcune fonti l’uomo, che due giorni fa ha ucciso l’autista di uno scuola bus, avrebbe chiesto di poter parlare ai media, ma non c’è nulla di confermato. Quello che è certo è che nel bunker, una sorta di sgabuzzino di meno di metri per tre, c’è luce, molti cibo e una tv e che il bimbo è fisicamente illeso. E tutto lascia pensare che questa allucinante vicenda possa andare avanti ancora molto per le lunghe.

L”orco’ è un ex camionista di 65 anni che si è trasferito nella zona un anno fa. Ma in questi pochi mesi ha già fatto capire la sua indole violenta. Tempo fa arrivò a minacciare di morte un vicino, accusato di aver rovinato con l’auto il suo giardino.

Jimmy Kee Dykes, questo il suo nome, è un ‘survivalist’, un seguace di una setta fanatica che pensa che il governo americano stia tramando ai danni dei cittadini, nascondendo loro che gli Stati Uniti sono alla vigilia di una catastrofe nucleare che provocherà scontri e violenze in un clima di lotta di tutti contro tutti.

Di fronte a questa apocalisse, secondo i fan di queste organizzazioni, si salverà solo chi si sarà preparato per tempo. Jimmy Kee Dykes,  nei mesi scorsi, giorno dopo giorno, s’è costruito questo bunker nel giardino di casa, accumulando armi, cibo, probabilmente pile e ogni materiale utile a sopravvivere da solo per più tempo possibile.

E pare che abbia già passato nel suo bunker ben 8 giorni di seguito. Il ragazzino, Ethan, si troverebbe in buone condizioni e starebbe calmo davanti al televisore. Gli agenti sono riusciti a fargli avere medicine di cui ha bisogno e alcuni libri da colorare, per far passare queste lunghe ore nel modo meno traumatico possibile.

Per un momento è sembrato che la situazione fosse in rapido movimento: in zona sono atterrati due elicotteri della Polizia e un paio di ambulanze. Ma subito dopo sembra che si sia deciso di evitare ogni intervento per non mettere a rischio la vita del bimbo.

Su Twitter in migliaia stanno esprimendo la loro vicinanza a Ethan, usando l’hashtag #RescueEthan. E tutta la cittadina è in commosso raccoglimento. In 2300 si sono riuniti nelle Chiese zona per pregare che tutto vada per il verso giusto. Al momento gli agenti del Fbi parlano di una ‘fase statica’, preparati a svolgere il loro ruolo in quello che hanno definito un ‘waiting game’, una tattica di logoramento.

La setta di cui fa parte l’uomo, pensa che gli Stati Uniti siano <lla vigilia di una catastrofe nucleare che provocherà scontri e violenze in un clima di lotta di tutti contro tutti. Di fronte a questa apocalisse  si salverà solo chi si sarà preparato per tempo. Per questo l’uomo,  s’è costruito questo bunker nel giardino di casa, accumulando armi, cibo, probabilmente pile e ogni materiale utile a sopravvivere da solo per più tempo possibile.

(Foto Ap/LaPresse)

Published by
Lorenzo Briotti