“Aspetta primavera…”: ultimo appuntamento col “corso di sopravvivenza editoriale” al Kino

ROMA – La primavera è arrivata, gli “stronzi” hanno aspettato, e il corso (gratuito) di “sopravvivenza editoriale” organizzato dall’Agenzia letteraria Vicolo Cannery, “Aspetta primavera, stronzo“, è giunto all’ultimo appuntamento.

Il titolo del ciclo di trentadue ore di lezioni/incontri divisi in quattro weekend gioca su “Aspetta primavera, Bandini” di John Fante e sulle (false) aspettative che hanno i ventenni/trentenni che vogliono entrare nel mondo dell’editoria. La terza parola del titolo è un avvertimento: attenti, nei luoghi dove si producono libri e periodici ci si fa male, si lavora tanto e si incassa poco. Infatti il corso, unico nel suo genere, è “dissuasivo”. Questo lo ha reso più utile di molti master.

“Aspetta primavera…” ha affrontato tutti gli aspetti, i saperi e i mestieri del fare e del parlare di “cose di carta” in Italia. Venerdì 22 marzo al Kino (via Perugia 34, Pigneto, Roma) si parla di grafica con Maurizio Ceccato, illustratore, graphic designer e art director, che lavora per case editrici e periodici come il Manifesto, l’Espresso, Fazi, Arcana, Ponte alle Grazie, l’Unità.

Nelle puntate precedenti, si è parlato (il 23 febbraio) di come si sopravvive nella redazione di una casa editrice con Alessia Ballinari, della Rete dei Redattori Precari, ReRePre (ultimo libro lavorato: E. Carrère, Limonov, Adelphi, 2012), Margherita Bianchini, anche lei di ReRePre (ultimo libro lavorato: A. Forte, La Londra degli italiani, Aliberti 2012) e Luisa Capelli, docente di Economia e gestione delle imprese editoriali presso l’Università di Tor Vergata, nonché fondatrice della Meltemi Editore.

Il 2 marzo con Vincenzo Ostuni di Ponte alle Grazie si è parlato di come funziona l’editing. Il 3 marzo, con Gianluca Catalano (responsabile commerciale di E/O) e Davide Manni (libreria Minimum Fax), si è affrontato il tema della rete commerciale e delle librerie.

Il 9 marzo si è cercato di capire i meccanismi della traduzione e delle revisioni dei manoscritti con la traduttrice Gaja Cenciarelli, (ultimo libro tradotto: T. O’Neill, Sick City, Playground, 2012) e con Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai, consulente editoriale e traduttore (ultimo libro tradotto: B. Stoker, Il mistero del mare, Nutrimenti, 2012).

Il 10 marzo si è parlato del lavoro dell’ufficio stampa e del giornalismo culturale con Chiara Di Domenicoresponsabile ufficio stampa de L’Orma Editore e con Loredana Lipperini, giornalista che scrive su Repubblica e conduttrice su Radiotre di “Fahrenheit”.

Il 16 marzo il tema dell’incontro era “L’editoria secondo gli autori“. Sono intervenuti Carolina Cutolo di “Scrittori in causa” e Wu Ming 2, uno dei quattro membri del collettivo di scrittori bolognesi autori di Q., 54 e Altai.

17 marzo si è ritornato ad affrontare i problemi dell’editing con Marco Di Marco (Marsilio).

Questo il manifesto del corso:

ASPETTA PRIMAVERA, STRONZO

“Aspetta primavera, stronzo” è un corso di sopravvivenza editoriale, organizzato dall’Agenzia letteraria Vicolo Cannery. Trentadue ore, divise in quattro weekend, dal 23 febbraio al 23 marzo 2013. 

Un corso libero perché, se ti devi formare, non puoi già avere un curriculum. Gratuito perché i saperi, come le storie, sono di tutti. Dissuasivo perché l’editoria è un deserto con troppi miraggi. Un corso tenuto da professionisti ma non professionalizzante. 

Dicono che, dopo un corso di formazione a pagamento, avrai il tuo stage. Che devi appropriarti degli strumenti per imparare il mestiere, e che in primavera quello stage diventerà un lavoro. Dicono che quel lavoro è affascinante e ha il profumo dei libri. Dicono che quel lavoro è una missione anche se costa più di un sacrificio. Allora ti dicono che sei come un figlio e condividi il progetto. 

Invece. 

Avrai uno stage con un corso di formazione a pagamento solo nel migliore dei casi. Non è formazione, ma lavoro non retribuito. Andrai a sostituire uno stagista precedente e poi a tua volta da uno stagista sarai sostituito. Il ciclo continuerà a ripetersi, fornendo manodopera gratuita all’infinito.  

Può anche andar meglio e il lavoro lo trovi davvero, ma sarà sottopagato, intermittente, senza diritti, alienante, in una competizione al ribasso ogni anno inflazionata da nuovi corsisti poi stagisti poi precari. E un giorno qualsiasi di questo inverno senza fine ti faranno aprire una partita Iva, e sarai diventato un “imprenditore”. 

Questo corso è per quelli che aspirano a trovare refusi a 0,22 centesimi a cartella; a scoprire che i libri non si sono mai venduti; a sorridere anche se non hanno voglia per una recensione in più; a vedere una prova di traduzione pubblicata in volume; a cedere i diritti sulle proprie opere a condizioni capestro; a cercare visi di donna per una copertina «d’impatto»; a editare libri in cui non credono. 

Aspetta. Aspetta primavera, stronzo.

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