“Le meraviglie del creato e le stranezze degli esseri” di Zakariyya ibn Muhammad al-Qazwin

Islam tra scienza e magia nel libro “Le meraviglie del creato e le stranezze degli esseri” di  Zakariyya ibn Muhammad al-Qazwin.

“Non si muove atomo nei cieli o sulla Terra che nel proprio movimento non abbia una, due, dieci, mille saggezze divine.” Queste parole ci rivelano il senso profondo di un’opera come “Le meraviglie del creato e le stranezze degli esseri” di Zakariyya’ ibn Muhammad al-Qazwini (1202-1283), il massimo enciclopedista e cosmografo del Medioevo islamico.

L’intero universo, dalle sfere celesti sino ai più infimi animali, obbedisce al disegno di un Artefice che lo ha confezionato con suprema sapienza e bellezza, suscitando in chi lo sa osservare una continua meraviglia. In questo mondo tutto ha un senso. Le stranezze, le magnificenze, le proprietà, gli influssi buoni e quelli maligni, le dolcezze e le durezze della natura, le armonie e le deformità degli esseri: tutto ciò non fa che tradurre agli occhi dell’uomo la complessità del piano divino, che lega ogni cosa insieme e fissa una legge e un termine per ogni fenomeno.

Nel libro di al-Qazwini troviamo accostate con naturale disinvoltura accurate misurazioni dei corpi celesti e considerazioni mitologiche sugli astri, minuziose analisi naturalistiche e strabilianti leggende sui monti o sulle acque, precise informazioni mediche e incredibili virtù taumaturgiche. E, su tutto questo, domina lo stupore della debole mente umana, costretta a rassegnarsi, di fronte a simili spettacoli, alla consapevolezza che “Iddio ne sa di più”.

Questa traduzione antologica, la prima in lingua italiana, comprende circa la metà dell’opera originale ed è stata condotta sulle più recenti edizioni critiche del testo arabo. Il volume è curato dall’esperta di al-Qazwini, Syrinx von Hees, dell’Università di Bonn, e la traduzione è di Francesca Bellino, dell’Università di Napoli “L’Orientale”.

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