ROMA – Matteo Renzi spacca il Pd e spacca la Repubblica (come prova anche il caso Cancellieri) divisa tra pro e anti rottamatore. Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica, ha paragonato Renzi a Fabio Volo concludendo che non voterà Renzi “per la semplice ragione che, avendo promesso tutto, la sua eventuale riuscita politica rappresenta un’imprevedibile avventura e in politica le avventure possono giovare all’avventuriero ma quasi mai al paese che rappresenta”.
Dall’altra parte della corrente, della barricata e del giornale De Benedetti e la “direzione”.
La divisione in correnti di Repubblica – scrive Paolo Bracalini sul Giornale – tra quella scalfariana pro Letta-Napolitano, e quella ( maggioritaria) editore-direzione invece pro Renzi, provoca attriti. Sul caso Cancellieri, scoop diRepubblica , Scalfari non ha speso mezza riga. Mentre l’artiglieria pregiata della direzione ha martellato per le dimissioni. Stessa linea, casualmente, di Renzi. Per nulla, invece, quella di Napolitano, e del suo più illustre interprete giornalistico, Eugenio Scalfari. Capocorrente lettian-quirinalizio dentro il «partito Repubblica ».