La nuova casa editrice e’ infatti specializzata in media sul web. Gia’ da mesi si parlava dell’ipotesi che una delle testate piu’ antiche dell’editoria Usa potesse di nuovo cambiare padrone: a fine maggio ‘Politico’ ottenne un ‘memo’ in cui l’amministratore delegato del gruppo InterActiveCorp, Barry Diller, a cui fa capo Daily Beast, stava valutando l’opzione di vendere Newsweek. E cosi’ e’ stato: con la scelta attuale finisce la storia travagliata di una fusione, quella tra la vecchia rivista e il nuovo sito web che non ha mai convinto del tutto.
Tempo fa proprio Diller defini’ ”un errore” la decisione di comprare Newsweek. E anche la stessa Tina Brown, una delle donne più potenti della stampa americana, ex direttrice di Vanity Fair e del New Yorker oltre ad essere la fondatrice del ‘Beast’ evidentemente non ha pu’ voglia di resuscitare una testata in perenne difficolta’.
Ma non e’ solo una questione di soldi: nel memo si ricordava come il ‘brand’ Newsweek abbia impedito di concentrare l’attenzione dovuta al Daily Beast, un marchio gia’ forte di per se’, vincitore di due Webby, gli Oscar della rete, molto cliccato e con una pubblicita’ in perenne crescita. Insomma, non c’e’ pace per la rivista che ha segnato la storia dell’informazione.
In edicola come News-Week per 10 centesimi a numero per la prima volta il 17 febbraio 1933, per decenni ha condiviso con Time il monopolio dei newsmagazines a stelle e strisce. Nel 2010 pero’ Newsweek stava affogando nei debiti, quando fu salvato dal 92enne miliardario della radio Sidney Harman che lo aveva acquistato per un simbolico dollaro dal Washington Post.
Quello stesso anno Newsweek entra in joint venture con il Daily Beast, la ‘creatura’ della Brown. Ma appena tre anni dopo quell’accordo finisce. E Newsweek, come un malandato ottantenne a cui nessuno vuole veramente bene, e’ ora costretto a trovare una nuova sistemazione.
Altro significativo avvenimento che testimonia la perdurante crisi della carta stampata negli Stati Uniti, dovuta in buona parte a internet. è di giorni fa. Il New York Times ha ”svenduto” il Boston Globe, uno dei più autorevoli quotidiani degli Stati Uniti. La ‘Old Gray Lady’ ha incassato appena 70 milioni di dollari, circa l’8% del prezzo d’acquisto, di quegli 1.1 miliardi sborsati 20 anni fa, l’importo piu’ alto mai pagato per una testata nella storia dell’editoria americana.
Un passo doloroso ma necessario per il travagliato giornale della Grande Mela nella strada verso il risanamento finanziario che grazie al digitale comincia a dare i suoi frutti facendo passare il giornale in attivo. Il prestigioso quotidiano del New England, mesi fa esaltato dal presidente Barack Obama per come ha informato sulle bombe alla maratona, andra’ cosi’ nelle mani di John W. Henry, proprietario dei Red Sox, la mitica squadra di baseball bostoniana.