Tornando al calcio giocato, la Roma ha sofferto un’ora di gioco contro il coriaceo Verona, ben impostato da Mandorlini che però lascia Toni troppo solo. Una sfortunata autorete di Cacciatore ha spianato al strada alla Lupa giallorossa, ispirata dal solito, monumentale Totti (che aspettano a rinnovargli il contratto?). A 37 anni il capitano rimane il centro di gravità della squadra, l’ispiratore e il trascinatore della Roma. Sublime.
Incomprensibile (ma probabilmente inevitabile per l’assenza che si prolungherà di Destro e l’indisponibilità contingente di Borriello, ormai sulla strada di Genova) l’assetto tattico iniziale deciso da Garcia, con Florenzi punta centrale, Gervinho in appoggio al largo e Totti costretto a fare il boia e l’impiccato. L’ingresso di Ljajic, che ha subito timbrato in gol, ha ridato equilibrio e penetrazione alla Roma che ora attende un vero centravanti (Quagliarella) per far sentire la propria voce nei quartieri alti. Pjanic è un grande talento e con Garcia non lo spreca in giocate estemporanee, lo mette al servizio della squadra. Il ragazzo ha segnato un gol alla Totti che ha strappato applausi.
Peccato che i soliti teppisti travestiti da tifosi alla fine del match si siano accaniti contro il pullman del Verona, sfasciandolo. La gara si è disputata con la curva sud chiusa per razzismo e non sarebbe male estendere il divieto, sebbene il castigo colpirebbe anche i tifosi perbene. Ma a la guerre comm a la guerre, direbbe Garcia. Non è lecito stare a vedere.
Della Lazio ho detto. Squadra talentuosa dalla cintola in su, presuntuosa e scombinata nei primi trenta metri. Pektovic deve porre rimedio agli svarioni difensivi. Non credo che l’eventuale arrivo del turco Burak Ylmaz (bell’attaccante, non c’è dubbio) basterebbe a chiudere le crepe aperte da Novaretti, Cana, Dias e Biava.
L’Udinese eliminata dall’Uefa, si è subito rimessa in rotta strapazzando il Parma che il gol di Cassano ha tenuto in partita lo spazio di un battere d’ali. Guidolin sa il fatto suo, Donadoni, forse frastornato dal tourbillon di giocatori che entrano ed escono, sembra aver perso il filo del discorso tattico e di gioco. Battuta a Cagliari all’esordio, l’Atalanta si è riscattata rifilando un 2-0 al Torino, sfortunato la sua parte (pali, traverse) ma non ancora padrone del 3-5-2 al quale Ventura inopinatamente ha deciso di convertirlo. Servono un paio di rinforzi e non è detto che Cairo provveda.
Il Cagliari ha ceduto con onore al Milan nuova edizione, se Cellino si limita a vendere Astori può fare un torneo tranquillo, più rischioso sarebbe rinunciare a Nainggolan, e Dio non voglia a Sau (grande gol a San Siro!) due che potrebbero giocare in qualunque grande squadra italiana, Juventus compresa. Bologna e Sampdoria si sono annullate a vicenda (2-2) al termine di una partita divertente per il pubblico e ricca di occasioni da gol. Rossi recrimina per un rigore, in effetti evidente, negato a Gabbiadini, sull’1-0 per la Sampdoria, rigore che avrebbe cambiato il corso della gara. Eurogol di Kone in rovesciata, pareggio di Gabbiadini su calcio di punizione dopo i gol di Eder e Moscardelli. Curci disastroso tra i pali bolognesi, Da Costa bravo a difendere la porta della Sampdoria.
I portieri possono fare la differenze. Grande colpo del Livorno in trasferta contro il Sassuolo, disintegrato (4-1) dai gol di Greco Emeghara (doppietta) e Paulinho. Il conmmendator Spinelli sa il fatto suo e sbaglia chi dà il Livorno già spacciato in partenza. Quanto al Sassuolo i rinforzi (Ziegler, Marrone, Shcelotto) non bastano, occorre una punta, Zaza (primo gol) non può fare tutto da solo. Il commendator Squinzi non ha problemi di denaro, se vuole può.
