L’ultimo progetto prevede accanto al nuovo impianto la risistemazione complessiva dell’area della Fiera del Mare, con l’abbattimento del gigantesco (e quasi sempre in utilizzato) palasport, di un piccolo padiglione (il D) e di una parte del padiglione C. E lo spostamento della tensostruttura. Il nuovo stadio della Sampdoria, per ora soltanto un progetto sulla carta, firmato da Uniengineering, braccio operativo del colosso Unieco, coprirà una superficie complessiva di 70mila metri quadrati, e si affaccerà per una parte sul mare con una passeggiata esterna sopraelevata di 14 metri.
Comprenderà 10-15mila metri quadrati di spazi commerciali (nel progetto dell’aeroporto erano 39mila e avevano scatenato le proteste dei commercianti della delegazione). E previsto che il comune individui in altre parti della città una serie di aree edificabili (a destinazione residenziale o commerciale) cedute in compensazione ai costruttori. Lo stadio avrà capienza di 30-32 mila posti e sarà servito da 1.200 parcheggi interrati.
L’attuale parcheggio di piazzale Kennedy sarà destinato ad accogliere moto e pullman. Nella pancia del nuovo impianto, sullo spigolo di nord-ovest, sorgerà anche un palazzetto dello sport con almeno duemila posti. Genova avrebbe finalmente un impianto adeguato per gli sport al coperto, basket e pallavolo ma non solo. Unica grande e media città ad esserne finora priva. Mentre nel tratto a mare sarà ricavato un piccolo padiglione in vetro ad uso della Fiera.
E proprio il salvataggio della Fiera – oberata dai debiti, l’ultimo bilancio si è chiuso con un rosso di 4 milioni di euro – rappresenta l’obiettivo strategico dell’intera operazione. Una Fiera dimagrita nella sua espressione urbanistica dovrebbe riuscire ad affrontare la difficile navigazione tra i conti in rosso e soprattutto potrebbe offrire all’Ucina, l’associazione che raggruppa le aziende nautiche, una formula più gradevole e attrattiva, anche economicamente, per il prossimo Salone Nautico. L’Ucina non ne ha fatto mistero: sta valutando l’eventualità di spostare la rassegna altrove, a Viareggio ad esempio dove esistono spazi a mare particolarmente attraenti.
Genova deve difendere il suo gioiello, a tutti i costi. Il sindaco Marco Doria, è sceso in campo, ha scritto al presidente di Ucina, Antonfrancesco Albertoni, assicurando che la città e la Fiera sono disponibili al confronto. E pronte ad offrire maggiori spazi a mare alle imbarcazioni, come richiesto da Ucina. Il confronto procede ma tra l’ad di Fiera, De Simone, e il presidente, Sara Armella, non c’è identità di vedute sulla strategia da adottare nei rapporti con i costruttori di barche. De Simone sposa la linea dura, Armella, ha scelto la linea della trattativa.
Il sindaco della città , Marco Doria, si è espresso in termini più che possibilisti, definendo il progetto dello stadio della Sampdoria “assolutamente interessante e degna di attenzione”. E rispetto alle interazioni con il nuovo assetto del Ferraris Doria ha commentato: “Sono due cose diverse, per ora poi quello della Sampdoria è solo un’idea progettuale che ci sembrava meritevole di attenzione, nell’attesa che diventi un progetto vero e proprio credo che si continuerà a giocare qui per tanto tempo. In ogni caso sono due progetti differenti. Per ora auspico che il Consorzio di gestione e le Società Calcistiche genovesi trovino le migliori forme di collaborazione nella prospettiva dell’uso ottimale del Luigi Ferraris”.
Insomma, nessuna porta sbarrata da parte dell’amministrazione che si riserva ovviamente di verificare il progetto del nuovo stadio alla Fiera nei dettagli, rispetto anche alle implicazioni di carattere idrogeologico, visto che l’impianto sorgerebbe su di uno riempimento e a ridosso della foce del torrente Bisagno. Aperture sono arrivate anche dal presidente dell’Authority del porto Luigi Merlo che lo ha definito “compatibile dal punto di vista territoriale e delle attività connesse in quell’area”.
