
Renzi, Berlusconi, Di Maio, Salvini...รจ tempo di par condicio

ROMA – Vincenzo Vita ha pubblicato questo articolo su Il Manifesto di mercoledรฌ 10 gennaio, con il titolo “Verso le elezioni, bentornata par condicio“:
Bentornata par condicio. La commissione parlamentare di vigilanza e lโAutoritร per le garanzie nelle comunicazioni hanno varato i regolamenti (lโuno per le politiche di marzo, lโaltro per le regionali) che applicano la legge n.28 del febbraio 2000. Eโ bene ricordare il valore e il limite di quel testo: da una parte fu lโunico argine per frenare lโalluvione di spot a pagamento โvietati- e il predominio dei piรน forti e potenti. Senza unโadeguata legislazione antitrust, in assenza di una regolazione del conflitto di interessi, quei tredici articoli votati dopo un lungo ostruzionismo delle destre sono stati e sono un antibiotico ostico ma necessario.
Tuttโaltro che innocuo, visto che Berlusconi disse dopo la (sua) vittoria del 2001 che la โbruttaโ legge gli aveva tolto lโ8% dei voti. Lโanno della pubblicazione nella Gazzetta ci illumina, perรฒ, sul difetto principale, lโessere lโarticolato pensato in etร analogica. Tantโรจ che nulla esiste sulle possenti piattaforme digitali. I regolamenti si assomigliano moltissimo lโun con lโaltro nel corso degli anni, non potendo cambiare la fonte primaria. Quasi, non completamente. In questโultima edizione si รจ presentato il caso di Fabio Fazio e Bruno Vespa, contrattualizzati come โartistiโ per non avere il vincolo del tetto annuo del compenso. Bocciati gli emendamenti (politicamente fondati, perchรฉ esiste una questione di stile, che va al di lร dei commi) di 5Stelle sullโargomento, la strana coppia avrร facoltร di fare come gli altri programmi legati ad una testata. Del resto, chi si azzarda a mettersi contro i due big proprio in una campagna elettorale cosรฌ trash e mediatizzata? E, a dispetto dei santi, proprio la notte scorsa โPorta a portaโ ha ospitato Luigi Di Maio. Cโรจ bisogno di par condicio, perchรฉ nei giorni passati in Rai si รจ stravisto Matteo Renzi, e a Mediaset Silvio Berlusconi.
Il โduopolioโ รจ piรน forte di qualsiasi legge elettorale. E non si poteva. I periodi protetti, infatti, sono due: dalla data di convocazione dei comizi elettorali (29 dicembre) fino alla presentazione delle liste (29 gennaio); dal 30 gennaio al 2 marzo. Nella prima fase sono ammessi nei programmi di comunicazione politica i soggetti giร rappresentati nelle assemblee elettive. Dovrebbero essere 20. Nella seconda almeno 15, ma si capirร a liste depositate. Il palinsesto รจ sempre quello: tribune, interviste in entrambi i periodi; conferenze stampa, messaggi autogestiti, tribune per lโestero nellโultima fase. Nelle news imparzialitร e pari opportunitร tenendo conto delle notizie e, soprattutto, presenze istituzionali e politiche consentite solo per assicurare le notizie. Comunque, negli altri contenitori, si fa divieto ad invitare qualsivoglia soggetto politico. Va sottolineato, perchรฉ รจ nei palinsesti diurni che spesso si cela lโinganno. E, a scanso di equivoci, le presenze politiche sono un diritto di tutti, non solo delle forze maggiori.
Lo scritto dellโAutoritร introduce, poi, due significative puntualizzazioni: attenzione alla paritร di genere e rotazione dei commentatori. Il punto di ambiguitร riguarda le coalizioni che, nelle elezioni del 2013, erano maggiormente definite e formali. Ora costituiscono un materiale incerto e gassoso. Qui i regolamenti sono dubbi. Si aggiungono ai soggetti politici nel conteggio o, come sarebbe preferibile, non entrano neppure nel computo? Per esempio, che coalizione รจ il centro-destra se si leggono simboli con Salvini presidente e Berlusconi pure? Tra lโaltro, รจ legittimo che elettrici ed elettori siano invitati a votare per chi รจ incandidabile? Soprattutto, lโAgcom intervenga in tempi reali sulle infrazioni, entro il voto e non per i libri di storia.
