Michael Jackson. Rabbino Boteach: “Il padre lo ungeva prima di frustarlo”

Michael Jackson e il rabbino Boteach

Frustato dal padre, considerato una macchina da soldi, costretto a sentirsi dire continuamente «sei brutto». Queste le confidenze che Michael Jackson aveva fatto al rabbino Shmuley Boteach, intervistato oggi, 15 febbraio, da Federica Panucci a ‘Mattino cinque’ su Canale 5. Confidenze che confermano le voci che hanno sempre circolato intorno al rapporto difficile tra il re del Pop e suo padre Joseph.

«Michael-  spiega Boteach – voleva avere un rapporto affettuoso con suo padre e mi diceva che tutto quello che aveva fatto nella sua carriera lo aveva fatto per essere amato e per sentirsi amato. Ha sempre avuto un rapporto difficile con il padre, che voleva farsi chiamare per nome, Joseph, e non papà, e che considerava suo figlio una macchina da soldi e lo puniva duramente quando Michael non faceva quello che lui gli chiedeva».

Sulle punizioni, il rabbino riporta il racconto di Jackson: «Prima ti faceva spogliare nudo, poi ti ungeva tutto. Era una sorta di rituale e quando la frusta ti colpiva era come morire. Avevi frustate su tutta la faccia e su tutta la schiena, dappertutto. Sentivo mia madre che urlava: “No, li ammazzerai!”». Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria legata alla morte del cantante Boteach ha detto che «le accuse di omicidio colposo che sono state fatte al suo medico non sono convincenti perché per anni e anni hanno prescritto a Michael delle medicine e lui è morto per questa cosa».

«E’ uno dei motivi – ha spiegato ancora sottolineando che la celebrità era una sorta di “prigione” per il cantante – per cui mi sono allontanato da Michael, perché non sopportavo di vederlo stare sempre peggio e i dottori che continuavano a prescrivergli queste medicine. Quando sei un dottore hai la responsabilità di dire no, di dire basta al tuo paziente; non sei un farmacista, ma un medico e devi trovare una soluzione. Io, in quanto rabbino, ho cercato di aiutarlo provando a trovare le cause reali della sua sofferenza». Boteach ha quindi escluso che «Michael fosse capace di abusare o molestare in bambino. L’errore di Michael è stato quello di dormire insieme a un bambino, ma credo davvero che non ci sia stato niente di sessuale».

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