Assicurazioni. Corte Ue, sesso non sia una discriminante sui premi

E’ giuridicamente inappropriato determinare i rischi di assicurazione, e quindi i premi e le prestazioni collegati, in funzione dell’appartenenza sessuale di un assicurato. E’ quanto ha stimato l’avvocato generale della Corte europea di giustizia, nelle sue conclusioni su un ricorso depositato dall’associazione belga Test-Achats e da due privati.

Ad avviso dell’avvocato generale Juliane Kokott, non è compatibile con i diritti fondamentali riconosciuti dall’Unione il fatto che nei contratti di assicurazione si tenga conto, a titolo di fattore di rischio, del sesso dell’assicurato. L’avvocato ricorda che in base alla direttiva 2004/113 le discriminazioni fondate sul sesso per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura sono vietate.(ANSA).

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