La circostanza e il racconto vengono poi smentiti e negati dalla Presidenza del Consiglio, ma qui non importa se sia accaduto davvero che Sara Tommasi sia stata dirottata da un cliente al premier. Importa che i due, il camorrista e l’amico, la ritengano plausibile: nel loro mondo, nel mondo del “triangolo” può accadere.
Una capitolo a parte meritano gli sms che la Tommasi invia al numero privato di Silvio Berlusconi, il suo telefono viene intercettato a partire da dicembre proprio per trovare riscontro alle accuse di induzione alla prostituzione nei confronti di chi la recluta per gli incontri. Annotano i poliziotti nell’informativa: «Le comunicazioni telefoniche danno un quadro indicativo dei tanti contatti prestigiosi che può vantare, ma anche una rappresentazione inquietante della sua personalità fragile e spregiudicata». I primi sms inviati a Berlusconi sul cellulare personale sono molto affettuosi. «Amore ti ho mandato un pensiero da Licia. Spero tu capisca questa volta», scrive il 5 gennaio scorso. Ma pochi giorni dopo usa un tono ben diverso: «Silvio vergognati! Mi hai fatta ammalare… paga i conti dello psicologo». Una settimana dopo torna docile forse perché ha ricevuto una telefonata dal presidente: «Amore perdonami ho visto solo ora la tua chiamata… Se posso fare qualcosa… Bacio grande». E dopo sette secondi: «Mi sei mancato tanto. Spero tu mi possa richiamare presto. Ti amo ancora sai? Lady X». Ma tre giorni dopo, quando per Berlusconi arriva l’accusa di prostituzione minorile, la rabbia della Tommasi esplode. Il primo sms lo spedisce alle 18.24 del 15 gennaio e va avanti fino alle 23.18. «Spero che crepi…»; «Spero che il governo americano inizia a dare lustro a quello ignobile nostrano… la politica è una cosa seria non una barzelletta come l’hai intesa tu». E poi minacce che appaiono farneticanti tipo «riprendi subito Ron (Ronaldinho ndr) nella tua squadra di m… o ti faccio escludere da Obama dai Grandi del mondo» oppure «ci vuole una buona reputazione per governare!!! Anche tu fai festini Dinho deve tornare» e ancora: «Stai abusando di potere… immeritato tra l’altro, vedi processi e quant’altro». Quattro giorni dopo parla con la madre e piangendo le dice: «Non so più dove scappare… sono perseguitata da Berlusconi e da tutti, non so dove mettere le mani». Sara Tommasi non mostra equilibrio e consapevolezza nei suoi sms, ciò che scrive è spesso inattendibilmente folle. Però il numero di telefono del premier lo ha e lo usa. Come ha fatto a suo tempo Conceicao/Michelle, la prostituta brasiliana che aveva in agenda “Rubbi troia” e “Papi Silvio Berluscone”. Così come usa quel numero Marysthell Polanco, la ragazza di Via Olgettina che ha ammesso, rivendicato(?), di aver fatto sesso con Berlusconi. La stessa ragazza che aveva come compagno uno spacciatore di droga condannato ad otto anni di reclusione. Quel numero di telefono è uno dei “luoghi” dove si realizza e si pratica l’osmosi tra mondi lontani e tra loro alieni eppur soggetti a “contatti ravvicinati”.
Tra i contatti importanti che la Tommasi può vantare spunta fuori anche il nome di Fabrizio Del Noce. Alla vigilia di Natale invia al direttore di Rai Fiction Del Noce un sms molto confidenziale che si riferisce ad un loro incontro. Il giorno dopo i due parlano al telefono. Annotano i poliziotti: «Sara dice di essere in partenza per il Marocco, ospite dei reali marocchini, amici di Gheddafi. Sara dice che deve capire di che morte deve morire, nel senso lavorativo, e in particolare quando la farà partecipare alle riprese della serie televisiva “Un posto al sole”. Lui le risponde che ne riparleranno quando torna dal Marocco». Il 6 gennaio, appena torna, invia un sms al ministro La Russa e lo chiama «amore». Poi gli telefona, ma lui le spiega che dovranno risentirsi «perché sono appena tornato dall’Afghanistan». Nulla di incongruo o men che lecito, si parla e si tratta di lavoro. Ma ancora una volta quel che emerge è “l’incrocio”. Non voluto, di cui Del Noce e La Russa non portano nessuna responsabilità. Ma ci finiscono dentro all’incrocio perchè le strade e i “mondi” sono connessi, comunicanti.
Questo è il quadro che emerge dall’informativa della Mobile depositata in Procura a Napoli. Palazzo Chigi ha già smentito che uomini della scorta del premier si siano mai recati a casa della Tommasi per prelevarla e La Russa afferma di non conoscere la soubrette e di aver solo ricevuto un messaggio strano da lei sul cellulare, circostanza strana visto che non si conoscono ma tant’è. Al centro la figura della Tommasi che, come annotano gli investigatori, è “una personalità fragile e spregiudicata”, e le sue relazioni che mettono in comunicazione tra loro mondi diversi. Con il rischio di un possibile grande ricatto, con la certezza documentata di una grande contaminazione.
