I reati sarebbero stati commessi tra il 1977 e il 1995, periodo nel quale Chirac è stato primo cittadino di Parigi. L’inchiesta a suo carico, per almeno una ventina di episodi di spostamenti “fittizi” di denaro tra il municipio e il gabinetto personale di Chirac, era stata fermata dall’immunità che lo ha coperto fino al 2007, anno della fine del suo mandato presidenziale.
Il processo, che risolleva una questione morale nella amministrazione pubblica della principale città francese nei giorni del processo “storico” all’ex ministro Dominique De Villepine per l’affaire Clearstream, mette l’ex presidente e sindaco davanti a una questione delicata che risale agli anni Ottanta-Novanta, prima della sua “coabitazione” con il presidente Francois Mitterand all’Eliseo e, ovviamente, prima della sua stessa elezione all’Eliseo.
I casi di “dirottamento” dei fondi sono ventuno e lo staff di avvocati che assiste Chirac ha già comunicato che è in grado di spiegare alla Corte Correzionale le ragioni degli spostamenti di quei fondi. Insieme a lui sono imputati altri nove personaggi della burocrazia francese. E’ il primo caso di un rinvio a giudizio davanti alla Corte Correzionale di un presidente della Repubblica francese.
L’inchiesta che oggi inchioda Chirac era partita quando il presidente era già all’Eliseo, supercoperto dall’immunità e al suo posto a Hotel de Ville siedeva il suo successore Jacques Tiberi.