MOSCA – Primi i fischi allo stadio, ora mezzo Parlamento che non si alza in piedi al suo ingresso: secondo smacco in quattro giorni per il premier Vladimir Putin, anche se questo sembra inquadrarsi nella campagna elettorale per il voto legislativo del 4 dicembre.
Quando ieri il capo del governo e’ entrato nella alla Duma per il suo ultimo intervento davanti al ramo basso del parlamento prima del suo scioglimento, i deputati del partito comunista e di Russia Giusta (centro-sinistra) non si sono alzati dal loro scranno, come racconta oggi la stampa russa.
Hanno invece omaggiato il premier i parlamentari del partito Russia Unita, guidato dallo stesso Putin, e quelli liberal-democratici dell’ultranazionalista Vladimir Zhirinovski.
Putin l’ha presa con ironia: ”Voglio ringraziare oggi tutti i deputati della Duma, senza riguardo al partito cui appartengono, quelli che si sono alzati e quelli che non hanno pensato che fosse possibile farlo”, ha detto sorridendo. Poi ha chiesto all’opposizione di comportarsi ”in modo calmo” e di non far ”rovesciare la nave”.
Russia Giusta ha motivato il proprio comportamento come un gesto di protesta contro il leader di un partito che starebbe esercitando forti pressioni contro Russia Giusta. Secondo gli analisti, il partito ha bisogno di sottolineare la sua diversita’ da quello di Putin per conquistare elettori.
I comunisti invece hanno spiegato che la Duma e’ obbligata ad alzarsi per rendere omaggio solo davanti al presidente e che i deputati non hanno mai fatto eccezioni in precedenza, con i premier Viktor Zubkov, Mikhail Fradokov, Ievgheni Primakov, Serghiei Stepashin, Serghiei Kirilenko. Ma pare evidente che anche loro inseguono anche un obiettivo elettorale.
Putin resta ancora largamente il leader piu’ popolare nel Paese ma il suo indice di gradimento e’ sceso intorno al 60% secondo gli ultimi sondaggi.