KIEV, 11 OTT – La leader dell’opposizione ucraina, Iulia Timoshenko, ha affermato oggi in tribunale che la sentenza a suo carico è stata “pronunciata dal presidente (ucraino Viktor) Ianukovich” piuttosto che dal magistrato. Timoshenko, che è stata riconosciuta dal giudice colpevole di abuso di potere, ha dichiarato che “la sentenza non è stata pronunciata dal giudice Rodion Kireiev, ma dal presidente Ianukovich. Questa sentenza – ha poi aggiunto – non cambierà nulla nella mia vita né nella mia lotta”.
L’eroina della Rivoluzione arancione filo-occidentale del 2004 e’ accusata di aver imposto alla società statale energetica Naftogaz un accordo con il colosso russo Gazprom per le importazioni di gas nel 2009, senza il parere del governo da lei guidato. Secondo l’accusa, il prezzo concordato, 450 dollari ogni 1000 metri cubi, sarebbe stato svantaggioso per l’Ucraina, con un danno finora di 130 milioni di euro.
‘Iulia’ si e’ però sempre detta innocente e ha definito quello a suo carico un “processo farsa” orchestrato dal presidente ucraino Viktor Ianukovich per sbarazzarsi di lei in vista delle elezioni parlamentari del prossimo anno e delle presidenziali del 2015. Il processo è iniziato il 24 giugno scorso e la Timoshenko e’ in carcere da più di due mesi per aver assunto un atteggiamento irriverente nei confronti della corte e i testimoni.
Durante una pausa del processo a suo carico, la leader dell’opposizione ucraina, Iulia Timoshenko, ha detto che “nessuno riuscirà a diffamare” il suo “buon nome”. Il giudice Rodion Kireiev aveva accusato oggi in tribunale l’ex premier di abuso di potere per avere siglato nel 2009 dei contratti per le forniture di gas russo causando alla compagnia energetica nazionale Naftogaz “un danno di 1,5 miliardi di grivnie” (circa 137 milioni di euro).
“Nessuno – ha detto la Timoshenko -, in Ucraina o in qualunque altro luogo del mondo, crede nei crimini che sono stati enunciati qui. Per questo, né Ianukovich (il presidente ucraino Viktor) né Kireiev (il giudice Rodion) riusciranno a diffamare il mio buon nome”. L’ex lady di ferro ha quindi detto che “continuerà a lavorare per il bene dell’Ucraina” e ha definito quella odierna una “sentenza fabbricata” da Ianukovich.
L’intesa tra Kiev e Mosca, che nel 2009 mise fine a una guerra del gas di due settimane che aveva lasciato al freddo mezza Europa, secondo l’accusa fu imposta alla società energetica statale Naftogaz dall’ex premier senza il consenso del governo da lei guidato. Inoltre, il prezzo concordato, 450 dollari ogni mille metri cubi,sarebbe stato svantaggioso.