ROMA – "E ora mi insultano per la strada". E' amareggiato Andrea Ronchi, che da ministro delle politiche Ue aveva firmato la legge "sulle liberalizzazioni della gestione dei servizi pubblici". Una "buona legge", dice in una intervista al Corriere della Sera, sottolineando che "per far funzionare quei servizi servono 120 miliardi. Come faranno i Comuni che sono senza un euro? Non faranno niente, e i servizi peggioreranno".
La "volontà degli elettori – chiarisce – va comunque rispettata, ma il risultato è chiarissimo: hanno vinto i conservatori, quelli che vogliono fermare lo sviluppo in Italia" perchè la privatizzazione "non era obbligatoria, le imprese pubbliche efficienti e trasparenti potevano continuare ad operare".
Sui quesiti, secondo Ronchi da parte del centrodestra c'è stata "una clamorosa incertezza" e in ogni caso "consigliare di andare al mare è stato un grave errore". Ora "bisogna ascoltare il Paese, ma non solo sui referendum. Il centrodestra non è più un punto di riferimento di molti corpi sociali" per questo il finiano lancia la sfida: "Creiamo in Italia il partito popolare europeo, che si occupi di solidarietà , sussidiarietà , famiglia. Nè clericale nè laicista, con una visione 'spirituale' dell'economia e delle riforme".
Senza Berlusconi? "Berlusconi deve continuare a governare perchè è stato eletto democraticamente. Con l'antiberlusconismo vincono le piazze e perde la politica".
