ROMA – Agnese Borsellino, moglie del magistrato Paolo Borsellino, replica a Vittorio Sgarbi a proposito della decisione di Manfredi Borsellino di chiedere le registrazioni di una trasmissione radiofonica con ospite il critico d’arte. Gesto definito da Sgarbi “intimidatorio”.
“Anche se soffro di una terribile malattia, non ho l’alzheimer, come insinuato qualche giorno fa da un ex generale dei carabinieri, per cui ricordo bene la circostanza assolutamente occasionale in cui ho conosciuto il Professore Vittorio Sgarbi e di avere effettivamente pronunciato le parole che lui con tanto scrupolo ha riproposto in un suo comunicato. Parole di apprezzamento che come è mia consuetudine dopo avere ricevuto una particolare accoglienza ho pronunciato ritenendo potessero essere gradite a chi mi ascoltava.
Nel prendere però atto che da quell’unico isolato nostro incontro il professore Sgarbi abbia tratto la convinzione di essere diventato mio amico, ritengo che non possa albergare un sentimento così importante e nobile come l’amicizia tra due persone che hanno avuto, e tuttora continuano ad avere, vissuti e storie personali profondamente diversi.
Sarei rimasta anche questa volta in silenzio se mio figlio, che tutti conoscono quale persona estremamente riservata, non fosse stato ingiustamente accusato di avere abusato del suo ruolo per essersi solo permesso di rendere pubblica una riflessione privata della madre.”